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"Alla Venezia Giulia" cambia gestione: arriva "La Ghibla"

Dopo 37 anni Pierpaolo Marincich passa il testimone a Corrado Crisman. Nel menù del nuovo locale, cucina tipica triestina

Cambio di gestione per la trattoria "Alla Venezia Giulia". Dopo 37 anni in uno dei locali simbolo di Trieste, il gestore Pierpaolo Marincich ha deciso di passare il testimone a Corrado Crisman. "Ho lavorato molto e fatto molta fatica, ma mi sono divertito. La lascio con dispiacere", racconta Marincich. Nata negli anni Ottanta come una delle prime birrerie e paninoteche della città, è stata trasformata in trattoria nel '95. "I più la chiamavano "Il Fragolino" - ricorda l'ormai ex gestore -. All'epoca eravamo gli unici ad avere il fragolino bianco e rosso".

Inizia l'era de "La Ghibla"

Chiusa l'era della "Venezia Giulia", si apre quella de "La Ghibla" (pancia in triestino). Per Corrado Crisman, ex fedele cliente della scorsa gestione, si tratta della sua prima esperienza nel mondo della ristorazione, anche se la passione per la cucina ha radici profonde: "Per anni ho seguito le orme di mio nonno e mio padre e mi sono dedicato all'edilizia. A 54 anni, prima di chiudere ed andare in pensione, ho deciso di seguire quelle di mia nonna. Ai tempi era titolare di un'osteria". La trattoria ha aperto i battenti a metà novembre, dopo circa sei mesi di ristrutturazione: "Abbiamo demolito tutto e riportato la trattoria alle sue origini, ovvero com'era 110 anni fa - racconta Crisman -. Nel fare i lavori ci siamo anche ispirati a vecchie foto che ritraevano la posta austriaca del 1882”. Anche il giardino offre agli appassionati vere e proprie chicche, come il tasso comune "piantato dagli Alleati" e i kiwi ultracentenari, testimoni fedeli degli anni che passano. Alla Ghibla la storia non si respira solo tra i dettagli che caratterizzano il locale, ma anche tra i tavoli data la vicinanza con la Risiera di San Sabba. “Tanti anziani che hanno vissuto gli anni bui della Risiera vengono qui e raccontano le loro storie. Tra i clienti ci sono anche molti giovani: credo che questo intreccio generazionale sia incredibile”.

Menù triestino

"La Ghibla" continua la tradizione anche dal punto di vista culinario con un menù ricco di piatti cari alla tradizione triestina, che variano di stagione in stagione:"In questo periodo abbiamo molta selvaggina, jota e gnocchi di zucca. Per l'estate prediligiamo griglia e brace". Come annunciato da Corrado, prossimamente sono in arrivo anche i classici bolliti, in perfetto stile triestino. “Le trattorie fanno parte della cultura italiana, le trovi in qualsiasi città tu vada. Io, seguendo l'esempio di mia nonna, ho deciso di mantenere una cucina tipicamente triestina e casereccia. L'obiettivo è che i clienti si sentano a casa, in un ambiente familiare. Qui offriamo piatti che in casa non si riescono più a cucinare per mancanza di tempo". Il riferimento ad una "buona mangiata" non manca anche nel nome della trattoria: "Ghibla è la pancia, in triestino. Qua si mangia bene e si va via pieni, sazi, grazie a porzioni belle abbondanti".

Apre "La Ghibla" | Foto di Giovanni Aiello

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