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Foto di repertorio inviata da un lettore

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"Allarme inquinamento da mascherine, basta comportamenti indecenti", l'appello di Trieste Animal Day

"Al momento le mascherine da smaltire sarebbero 4 milioni al giorno. Con la fase 2 è previsto uno smaltimento quotidiano di circa 20 milioni di mascherine". I consigli dell'associazione animalista su come inquinare meno preservando se stessi, l'ambiente e i propri animali dai rischi della pandemia

"In questi tragici giorni di pandemia, tutti escono per fare la spesa o per acquistare farmaci avrà visto per le strade rifiuti insoliti, rifiuti che di solito non si vedono, rifiuti che in questo periodo tutti usiamo e questi sono guanti e mascherine, che con le piogge, finiscono in mare e alimentano l'enorme problema dell'inquinamento marino dunque il rischio di creare una nuova fonte di inquinamento è molto alta" lo afferma Fabio Rabak presidente dell'associazione Trieste Animal Day. Plasmix, lattice, poliestere, polipropilene: materiali abietti che finiscono ad insudiciare in modo irreversibile l'ecosistema.

L'inquinamento causato dai Dpi

"È scandaloso - spiega Rabak - mentre la maggior parte del popolo sta cercando di fronteggiare con impegno la più grave crisi sanitaria della storia rispettando meticolosamente le regole anti contagio, molti invece hanno atteggiamenti incivili sullo smaltimento di guanti e mascherine. Oltre ad essere indecente gettare per terra questi articoli possono essere anche pericolosi per il prossimo in caso di contaminazione indiretta".

Secondo Trieste Animal Day "Al momento, secondo i calcoli più attendibili le mascherine da smaltire sono attorni ai 4 milioni al giorno. Ma la situazione potrebbe cambiare in modo radicale quando sarà chiusa completamente la Fase 1 e si tornerà, con gradualità, alla vita normale. Con guanti e mascherine. A quel punto è previsto uno smaltimento quotidiano di circa 20 milioni di mascherine, e toccherà al ministero dell’Ambiente prendere una decisione definitiva per la classificazione di questo tipo di rifiuto. Secondo alcuni esperti della catena dello smaltimento, le mascherine e i guanti andrebbero classificati come rifiuti tossici. Con lo stesso codice di assorbenti, filtri dell’olio, stracci e indumenti protettivi contaminati da sostanze pericolose. Se così fosse, non ci sarebbe neanche la capienza per contenerli negli attuali impianti destinati a questo tipo di scarti".

Ci sono soltanto due piccole precauzioni da tenere presente e da osservare con un certo scrupolo. La prima: guanti e mascherine non vanno gettati nell’indifferenziata direttamente, ma devono essere prima ben avvolti in due sacchetti di plastica, chiusi poi con un piccolo laccio. Ricordiamo che in entrambi i casi, si tratta di prodotti molto resistenti, che hanno bisogno di non entrare in contato diretto con altri rifiuti indifferenziati. Seconda raccomandazione: non trascurate l’igiene personale al momento dello smaltimento. L’ideale sarebbe gettare guanti e mascherine con le mani coperte dai guanti, in ogni caso al termine dell’operazione lavatevi bene le mani".

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Amuchina e candeggina

Angelo Di Sciacca, vicepresidente del Tad, spiega poi che "l'amuchina anche nella candeggina e varecchina è presente l'ipoclorito di sodio a sua formula NaClO. Questa sostanza ha un ottimo potere disinfettare difatti uccide molti microrganismi, difatti viene usato per giusta causa contro la battaglia al Covid 19 nella pulizia delle mani. L' eccessivo ed errato uso di questo prodotto può provocare dermatiti e allergie. Ovviamente se accidentalmente ingerito può provicare danni alla salute dai dolori addominali ad ulcere. Danni al feto a donne in gravidanza. Attenzione a non disperdere questo prodotto nell'ambiente perchè provoca danni all' ecosistema (flora e fauna compresi). Il danno può essere grosso a livello ambientale visto che uccide pesci e plancton. Quest' ultimo è la fonte principale di ossigeno nel pianeta".

Le zampe dei cani

"Togliendo il plancton dall'ecosistema - specifica Di Sciacca - i danni sarebbero irreparabili visto che esso è la base della piramide ecologica. Molti esseri viventi si nutrono del plancton (fito e zooplancton). In questi giorni si parla molto come pulire le zampe dei cani di ritorno da una passeggiata e va detto nella maniera più assoluta che la candeggina non va assolutamente usata neanche diluita. Si rischia di fare dei danni anche molto seri. I cuscinetti nelle zampe sono molto sensibili, si potrebbero generare abrasioni o anche effetti peggiori qualora ad esempio l'animale poi si leccasse le parti trattate. Sul muso ancora più risolutamente no".

Tra gli effetti nocivi, secondo l'esperto, si potrebbero verificare "vomito, erosioni della mucosa, del naso e delle labbra. Il coronavirus che provoca la Covid-19 è molto labile esposto all'ambiente esterno, anche i soli raggi del sole e la pioggia lo eliminano dall'asfalto e dai marciapiedi. La possibilità che capiti un passaggio dalle zampe alla casa e infine all'uomo è altamente improbabile. Se proprio si ha la necessità di pulire la zampe del proprio cane si possono usare acqua e un poco di sapone neutro sciacquando accuratamente. In commercio, anche se in questi giorni può essere più difficile reperirle, esistono anche salviette e detergenti appositi a base di clorexidina sicuri e certificati".

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