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Foto: Aiello

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Alloggi Ater super ecologici in via Dell'Acqua: consegnate le chiavi agli inquilini

Costruiti 50 alloggi per un costo complessivo di 13 milioni di euro, grazie anche a finanziamenti europei in virtù dell'alto valore innovativo di un progetto improntato sull'ecosostenibilità, con pannelli solari, pompe di calore e ricircolo delle acque grigie

Case popolari all'avanguardia, sia dal punto di vista architettonico che ambientale, quelle appena costruite in via dell'Acqua e assegnate questa mattina a 30 inquilini Ater. In futuro altri 20 avranno diritto a quello che il presidente di Ater Trieste Riccardo Novacco definisce un “terno al lotto”: ossia la possibilità di abitare con un canone agevolato in “una costruzione realizzata a regola d'arte, unica nel suo genere in Friuli Venezia Giulia, in una posizione relativamente centrale, con vista mare, ma soprattutto improntata sulla sostenibilità ambientale e nel rispetto dei principi della bioclimatica. Nella realizzazione di queste abitazioni sono stati adottati accorgimenti quali il recupero delle acque grigie, i pannelli fotovoltaici e la climatizzazione con sistemi di pompe di calore”. Presenti all'inaugurazione anche l'assessore regionale alle infrastrutture Graziano Pizzimenti e l'assessore comunale all'urbanistica Luisa Polli.

L'abitato si trova sulle pendici sud-occidentali di Montebello, tra Santa Maria Maddalena Superiore e Santa Maria Maddalena Inferiore in prossimità di Poggi Sant'Anna e la sua realizzazione ha avuto un valore complessivo di circa 13 milioni di euro. Un costo sostenuto anche grazie alla portata innovativa del progetto, che ha permesso di attrarre fondi europei grazie alla collaborazione di Ater, Regione, Comune e Università.

Le dimensioni degli alloggi variano dai 50 ai 95 metri quadri e i canoni d'affitto, come accennato, saranno a prezzi 'popolari' (ricordiamo che il canone medio di un alloggio Ater a Trieste è di 138 euro). Tra le altre caratteristiche di innovazione e pregio garantite da queste palazzine troviamo l'utilizzo di sistemi solari passivi, la protezione dell’edificio dall’azione della bora, lo sfruttamento delle brezze estive per il raffrescamento estivo e un adeguato livello di illuminazione naturale.

Una progettazione inedita per un contesto di alloggi popolari, infatti Novacco ha manifestato l'intenzione di “portare il progetto su tavoli nazionali, poiché credo sia l'inizio di un percorso che ci vedrà protagonisti di un nuovo trend in Italia. Queste costruzioni sostenibili, nei prossimi anni ci daranno molto meno da fare in termini manutentivi, consumano meno ma hanno anche meno possibilità di deteriorarsi. A questo proposito chiediamo ai 'fortunati' inquilini di trattare al meglio questi appartamenti e cercare di mantenerli così come li hanno trovati. Purtroppo ci troviamo spesso a dover affrontare problematiche di manutenzione, in buona parte dovute a persone che non tengono in ordine ciò che è stato concesso loro a prezzo calmierato”.

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