Altura "soffre" senza supermercato e servizi, fa paura l'ombra del lockdown (FOTO)

Dopo il fallimento della Coop anni fa sono sparite anche le altre attività aggregatrici e il quartiere si è ritrovato senza servizi. Molti gli anziani in difficoltà per la spesa. A breve la mozione del consigliere De Gioia che invita il sindaco a dialogare con il proprietario dell'immobile

“Sembra di stare nel ghetto di Varsavia, mancano solo i nazisti coi fucili”. Siamo ad Altura, la frase è di un residente, un signore di settant'anni, a commento dello stato in cui versa il rione da oltre cinque anni, ossia dal fallimento della Coop in via Alpi Giulie. Il supermercato serviva una comunità di oltre 3mila persone, e nello stesso edificio avevano sede una farmacia, un'edicola, un bar e il club rionale con diverse attività di aggregazione.

Rione "isolato"

Una volta smantellato il supermercato sono progressivamente scomparse tutte le altre attività, e nel 2017 l'edificio è stato messo all'asta e acquisito da un privato, la cui idea iniziale era quella di creare una grande casa di riposo ma a oggi, come conferma il presidente di circoscrizione Stefano Bernobich, “nessun progetto è stato presentato alla circoscrizione, ci sono stati interventi di demolizione interna, che tuttavia non necessitavano un progetto specifico. Insieme al Comune abbiamo eseguito diversi interventi nel rione, come la riasfaltatura di via Alpi Giulie e le riparazioni al tetto della piscina, ma non possiamo intervenire su qualcosa che è in carico a un privato”. 

L'eventuale costruzione di una casa di riposo, in realtà, precluderebbe la possibilità di costruire altre attività aggregatrici, oltre al fatto che l'edificio sarebbe iscritto al tavolare come centro servizi, e non ci sarebbe la possibilità di cambiare la destinazione d'uso. Proprio su questo vincolo era stata creata, due anni fa, una raccolta firme contro la costruzione della casa per anziani, non l'unico contrasto tra la comunità dei residenti e il nuovo proprietario, contro cui era stata anche intentata una causa per l'uso del parcheggio antistante l'ex Coop. Il privato, in questo frangente, avrebbe usato l'area come proprietà privata nonostante l'obbligo della servitù di parcheggio, e avrebbe perso sia la causa che il ricorso.

L'impasse

Al momento, quindi, tutto è bloccato in un'impasse che ha causato gravi disagi al quartiere poiché, in assenza di servizi specifici (la farmacia rimane l'unico punto di aggregazione, tanto che al suo interno vengono venduti i biglietti dell'autobus), gli abitanti sono costretti a fare la spesa in centro, a Cattinara o a Borgo san Sergio. Trattandosi di un quartiere 'in salita', per raggiungere a piedi il supermercato più vicino è comunque necessario affrontare pendenze impraticabili alle persone anziane o con patologie, che inevitabilmente stanno diventando sempre più numerose.

Gli anziani e la spesa

L'edificio dove sorgeva il supermercato è in evidente stato di abbandono, in triste contrasto con la zona residenziale, curata e più che decorosa, tuttavia le persone per la strada si contano sulle dita, tra queste la badante di una signora anziana, che da sola porta due pesanti buste: “Sono dovuta andare fino in centro – ci racconta - e gli autobus passano molto raramente, oltre al fatto che di questi tempi utilizzarli è un rischio. Sono tantissimi gli anziani che devono provvedere a se stessi e che sono costretti a farsi portare la spesa a domicilio”

Un panorama preoccupante che ci viene dipinto anche da Davide Auber della microarea Altura di Asugi che, insieme ad Ater e Comune, si occupa di gestire le criticità sempre più evidenti della zona. “È un quartiere relativamente benestante – spiega Auber -, che accoglie dipendenti ed ex dipendenti di Wartsila e Grandi Motori, ma che si è trovato da un momento all'altro senza servizi, e in cinque anni i passi indietro sono stati enormi. Persone autonome fino a pochi anni fa si sono ritrovate impossibilitate a fare grandi spostamenti e a fare la spesa per ragioni di salute. A questo punto si attiva la rete di amici, famiglia e vicinato, ma durante il lockdown tutto questo è venuto a mancare”. 

“A questo punto – continua Auber - subentra la rete di volontariato, servizi sociali e protezione civile, ma in molti casi abbiamo dovuto intervenire noi perché ci sono anziani che soffrono di grave demenza e la gestione diventa più complessa. In marzo e aprile il telefono squillava ogni cinque minuti, la situazione era davvero critica”. Oltre al crescente carico per il settore assistenziale, grave è anche il danno al mercato immobiliare visto che in molti casi gli immobili, in questi cinque anni, hanno subito un crollo del prezzo pari quasi al 50%.

I giovani e le attività ricreative

Neanche per i giovani la situazione è rosea, molti frequentano lo skate park ma mancano attività organizzate e "monitorate". Lo spiega anche un ragazzo che sta aspettando l'autobus da almeno dieci minuti: “Una volta il bar era sempre pieno e soprattutto c'era il Club Altura, che organizzava attività ricreative come corsi di inglese, di musica, cineforum, e la gente si ritrovava anche per guardare le partite insieme. Ora tutto questo ci manca”.

La mozione in Consiglio

Nella speranza di ovviare a questa situazione il consigliere comunale Roberto De Gioia porterà a breve in Consiglio una specifica mozione, nella quale chiederà al sindaco di "dialogare con il privato affinché crei un'attività compatibile con altre in grado di garantire un centro di aggregazione e i servizi essenziali a rendere nuovamente vivo e autonomo quello che purtroppo sta diventando un quartiere dormitorio”. 

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