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Amianto: 28 morti a Monfalcone in un anno

Il dato atteso era di un morto ogni 18 anni. Finora oltre 10mila casi di Mesotelioma in FVG. L'assessore Callari: "Grande impegno da parte dell'amministrazione Comunale, cambio di passo rispetto alla precedente"

Affrontare con determinazione la problematica legata all'amianto, mettendo in campo risorse e strutture dedicate, significa contrastare in maniera concreta quelle condizioni che mettono a rischio la salute dei lavoratori. Questo il concetto espresso oggi a Monfalcone dall'assessore regionale alla Funzione pubblica Sebastiano Callari nel corso dell'evento dedicato alla Giornata mondiale delle vittime di amianto, che ricorre il 28 aprile, ma che per motivi organizzativi legati anche alle festività l'Amministrazione comunale ha inteso celebrare anticipatamente.

"Cambio di passo"

Il richiamo al ruolo centrale della Città dei cantieri nella lotta all'amianto è stato uno dei passaggi dell'intervento del rappresentante della Regione, il quale ha sottolineato il cambio di passo intrapreso dal Comune di Monfalcone con l'adozione di un atteggiamento più rigoroso rispetto all'uscita dal contenzioso intrapresa dall'Amministrazione municipale nel precedente mandato.

28 decessi in un anno

Anche la Regione, come è stato ricordato, ha in questa legislatura dato dimostrato grande attenzione da un punto di vista sanitario alla cura del mesotelioma, patologia causata dall'amianto che ha visto diagnosticati nel tempo oltre 10mila casi in Friuli Venezia Giulia, tra esposti diretti e familiari, con particolare incidenza proprio nell'area del monfalconese, dove nel solo 2018 sono stati registrati 28 decessi per malattie asbesto correlate, contro un dato atteso di un morto ogni 18 anni. Numeri sconcertanti, come è stato rimarcato, che danno la misura della tragedia vissuta dalla popolazione.

Il Centro Regionale Unico

A Monfalcone, infatti, trova sede il Centro regionale unico amianto che, come è stato sottolineato, nell'articolazione della futura Azienda sociosanitaria che unirà l'area triestina a quella isontina, verrà potenziato per offrire il miglior supporto nelle fasi della diagnostica, della cura e della prevenzione. Infine, in considerazione del prezzo molto alto pagato dal territorio, la Regione ha invitato a non abbassare la guardia e a rimanere vigili e attivi anche sul fronte dei controlli e delle bonifiche, dando evidenza delle misure e dei contributi previsti rivolti a cittadini e aziende.

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