Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Viale Miramare, 27d

Da oltre 20 anni il cuore della Puglia a Trieste, viaggio nella cucina de "L'Ancora"

Il ristorante di viale Miramare ha aperto i battenti nel 1999 grazie al coraggio di Vito e sua moglie. Il loro segreto? "Lavorare con il cuore"

Triestre, crocevia di culture diverse, è anche una città in cui poter scoprire sapori e gusti di altre regioni italiane. Al civico 27d di viale Miramare, lontano dal caos della vita urbana, pulsa il cuore della Puglia. E' lì che da 21 anni "L'Ancora", ristorante tipico pugliese, prende per la gola triestini e non con burrate, salame, olive, taralli e molto altro ancora. "Ho aperto il ristorante nel 1999, avevo 35 anni. L'ho fatto per sfidare me stesso e poter dire 'ce l'ho fatta'. Ho voluto portare qui i sapori della mia terra e ci sono riuscito, grazie anche all'aiuto di mia moglie che mi è stata e sta tutt'ora al mio fianco - ci ha raccontato il titolare Vito -. Tutto qui sa di Puglia, persino il nome viene da un ristorantino a Bari dove andavo d'estate, dopo lunghi pomeriggi al mare".

"All'inizio non è stato facile perchè non conoscevo nessuno. Fortunatamente con il tempo le cose sono migliorate anche grazie al Puglia Club, dove curavo il catering. Il passaparola ha fatto il resto. Oggi posso ritenermi davvero soddisfatto. L'unico rimpianto che ho, forse, è quello di non averlo fatto più grande, ma avrei dovuto pensarci prima, quando ero più giovane e le energie non mancavano" ha aggiunto sorridendo.

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L'Ancora è un posto che sembra essersi cristallizzato nel tempo, dove regna la genuinità e l'aria di casa. Abbiamo incontrato Vito intorno le 15:00 di un venerdì: il sole illuminava ancora i tavoli e un filo di luce tagliava una tela appesa sulla parete sinistra.
"Quel quadro mi è stato regalato quando ho aperto il ristorante - ci ha detto -. Da quell'anno non ha mai smesso di portarmi fortuna". La tela in questione rappresenta la bella Trieste, la città che Vito ha scelto assieme a sua moglie e sua figlia Angelica. A destra, invece, una foto che li ritrae in compagnia di Lino Banfi: "Ricordo bene quel giorno. Avevo ricevuto una chiamata da un amico. 'Prepara un tavolo per tre! Arrivo con Lino Banfi', mi aveva detto. Ovviamente pensavo si trattasse di uno scherzo. Qualche ora dopo da quella porta è entrato proprio lui. E' stato un onore servirlo".RistoranteL'Ancora_14-02-20__Giovanni Aiello 9-2

Con circa una trentina di coperti, a "L'Ancora" potete gustare antipasti, primi e secondi, per lo più a base di carne: "I nostri cavalli di battaglia sono le orecchiette con le cime di rapa, amate molto dai triestini, e, naturalmente, il risotto cozze e patate - ha detto con aria soddisfatta -. A tavola non manca mai dell'ottimo vino pugliese e i nostri dolci tipici, come la pasta di mandorle. Per dare un servizio completo a chi ama mangiare bene, tre anni fa abbiamo aperto qui vicino un negozio dedicato ai prodotti pugliesi gestito da mia figlia". Ma oltre ai deliziosissimi piatti, qual è il segreto di Vito? "Bisogna lavorare con il cuore. Penso che le cose possano funzionare solo se sono fatte con amore. Inoltre, la nostra attività è a conduzione familiare: è il nostro legame che ci dà forza e che, mese dopo mese, ci aiuta a superare tutte le difficoltà".

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