Riapre l'Anffas di via Cantù, il centro dove ci si prende cura delle persone

L'entusiasmo per la ripartenza per voce della coordinatrice Annalisa Zovatto. "Abbiamo chiuso il 10 marzo ma non abbiamo mai fatto mancare nulla alle nostre persone"

Dopo l'avvio delle attività diurne per disabili, la Cooperativa Sociale Trieste Integrazione Anffas annuncia la riapertura del suo centro di via Cantù. La possibilità di riprendere fisicamente la frequenza arriva in seguito all’invio da parte di ASUGI dell'autorizzazione alla ripartenza dei semiresidenziali per la disabilità. Due gruppi da venti persone potranno accedere rispettivamente dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. A loro va aggiunto il primo gruppo di avvio. 

Le parole della coordinatrice Annalisa Zovatto

"Abbiamo completamente riorganizzato spazi, attività, orari per dare la possibilità a tutti per una partenza in sicurezza" queste le prime parole della coordinatrice Annalisa Zovatto. Durante il lockodwn iniziato il 10 marzo la cooperativa ha continuato ad operare senza mai fermarsi. "Non abbiamo mai lasciato sole le famiglie e i ragazzi, abbiamo organizzato un servizio domiciliare articolatissimo e prezioso, su base telefonica e fatto di incontri video. Abbiamo rassicurato, confortato, fatto cantare e ballare intere famiglie".

La cura del centro

Per quanto riguarda i gruppi, fa sapere la Zovatto, essi saranno "al massimo di quattro persone con disabilità e un educatore". Gli ampi spazi del centro di via Cantù consentono infatti una permanenza "sicura e confortevole per tutti". In questi mesi i locali sono stati completamente igienizzati, dipinti e, più in generale, ristrutturati. "Abbiamo attrezzato il centro di una chiara segnaletica utilizzando la CAA e il linguaggio “Facile da leggere” in modo da rendere chiari percorsi, distanze, punti di igienizzazione delle mani, il tutto a misura di persone con disabilità".

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Lunedì la tanto attesa ripartenza

Lunedì il centro riparte. "Siamo pieni di entusiasmo ed energia - ha concluso la coordinatrice - anche perché questi mesi di distanza ci hanno fatto riflettere sull’importanza dello stare vicini. Prendersi cura significa stare accanto. Sicuramente siamo mancati a ragazzi e famiglie, ma senza dubbio le nostre care persone con disabilità, sono mancate molto anche a noi, e sarà una gran gioia rivederli tutti". 

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