Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Antiriciclaggio, oltre 5 milioni di euro fuori dall'Italia

Un imprenditore sloveno ha trasportato un fiume di denaro contante attraverso il confine terrestre tra l'Italia ed il proprio Paese.Oltre 5 milioni di Euro nell'arco di due anni: è questo ciò che hanno accertato nei giorni scorsi i militari del Gruppo di Trieste

Un imprenditore sloveno ha trasportato un fiume di denaro contante attraverso il confine terrestre tra l’Italia ed il proprio Paese.

Oltre 5 milioni di Euro nell’arco di due anni: è questo ciò che hanno accertato nei giorni scorsi i militari del Gruppo di Trieste.

L’attività delle Fiamme Gialle ha mosso le fila dallo sviluppo degli elementi informativi tratti nell’ambito di accertamenti antiriciclaggio che ha consentito di rilevare ripetute violazioni amministrative in materia di circolazione transfrontaliera di capitali in capo al citato imprenditore sloveno.

Quest’ultimo, nella sua qualità di amministratore unico di una società di capitali ubicata a Capodistria – non operante in Italia ma avente un conto corrente acceso presso un istituto di credito di Trieste –, era solito effettuare ingenti prelevamenti di contante presso lo sportello triestino per poi trasportare il denaro prelevato all’estero, in assenza della prescritta documentazione doganale.

La normativa antiriciclaggio impone, come noto, la tracciabilità dei flussi di denaro al fine di contrastare i circuiti illeciti sottesi al finanziamento del crimine organizzato e del terrorismo internazionale. Il “trasporto” di denaro oltre confine, per importi superiori ad € 10.000,00 non è, infatti, vietato ma soggetto a obbligo di comunicazione alle autorità doganali preposte.

L’incrocio delle informazioni reperite attraverso la consultazione delle banche dati in uso al Corpo con quelle relative alle movimentazioni finanziarie desunte dagli estratti conto del soggetto ha consentito di acclarare n. 72 passaggi transfrontalieri di valuta, tutti per importi superiori alla soglia di legge, per complessivi € 5.046.000,00.

Conseguentemente, i militari hanno proceduto alla contestazione delle sanzioni relative al denaro illecitamente trasferito, in violazione alla normativa valutaria del 2008, per un importo complessivo delle sanzioni calcolato da un minimo di € 1.286.580,00 ad un massimo di € 2.153.580,00.

L’attività si inserisce nel più ampio contesto dell’attività di tutela del mercato di capitali.2-2

Su questo fronte, l’azione di sevizio persegue lo scopo di ricercare e reprimere tutti i fenomeni illeciti (riciclaggio, usura, trasferimento fraudolento dei valori, ecc.) in grado di inquinare i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza, compromettendo la corretta allocazione e distribuzione delle risorse.

Gli interventi si sviluppano non solo grazie ad un’azione di controllo economico del  territorio, ma anche attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria, l’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette e i controlli sulle movimentazioni transfrontaliere di valuta.

Il monitoraggio dei flussi finanziari è l’elemento che caratterizza ogni approccio investigativo tipico della Guardia di Finanza, dal momento che consente di seguire le tracce dei reati che generano profitti, ricostruendone il percorso ed individuandone i reali mittenti e beneficiari.

Dal 2014, sono oltre 1.700.000 Euro i valori intercettati, in entrata ed in uscita, nel corso delle attività di controllo economico del territorio svolto sui confini della provincia da parte delle Fiamme Gialle di Trieste.

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