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L'Anvolt in prima linea per la lotta contro il cancro

Il 21 marzo scorso si è tenuto un importante convegno al MIB promosso dalla VI Circoscrizione. L'incontro ha fornito il pretesto per parlare dei rischi ai quali i giovani sono sottoposti e il tabù che ruota attorno alla parola "cancro". Il ventaglio di possibilità per non sentirsi soli

Informare, educare, assistere e stimolare la responsabilità individuale, affinché ogni persona diventi protagonista e responsabile della propria salute. Sono queste le azioni che l'Associazione Nazionale Volontari Lotta Contro i Tumori portano avanti da sempre. Il 21 marzo scorso la VI Circoscrizione del Comune di Trieste ha promosso un incontro dal titolo " “Insieme è tutto più facile: allontaniamo le paure”, che si è tenuto presso la sede del MIB in largo Caduti di Nassiriya. 

Volontari, scienza medica e prevenzione

Al di là del convegno - che ha visto la partecipazione delle istituzioni ma soprattutto di dottori specialisti della materia - il focus sull'associazione diventa importante per diffondere il messaggio che la sensibilizzazione sui rischi, sulle cure, sull'informazione a riguardo diventano necessarie per avvicinarsi alla tematica. Non può essere una sostituzione delle competenze - ci mancherebbe, la scienza medica resta e deve rimanere il punto di riferimento fondamentale, sia per l'assistenza alla salute, sia per la corretta informazione - bensì un aiuto che i tanti volontari "regalano" a chi ne ha bisogno. 

La promozione della cultura della salute

"L’obiettivo del progetto - scrive ANVOLT - è rendere più facili e accessibili le informazioni che consentono scelte salutari vincenti, oltre a fornire la conoscenza che miri a modificare quei comportamenti che favoriscono l'insorgere di malattie di grande impatto per la vita dell'individuo". L'elemento che fa di questo progetto una realtà "partecipativa" è relativo all'apertura "a tutta la cittadinanza per parlare di tematiche psico-socio-sanitarie e per la promozione di una cultura della salute". 

Le diverse tematiche

L'attenzione è massima anche nei confronti dei giovani, che spesso rimangono distanti e, a volte, sottovalutano i rischi. Durante il convegno del 21 marzo scorso l'informazione si è focalizzata "su tematiche ginecologiche e urologiche allo scopo di sviluppare una concreta cultura di educazione alla salute". Nella sala era presente anche una postazione per dimostrare alla popolazione come si esegue uno screening per i tumori della pelle. 

Si chiama cancro a fa paura

Un argomento che spesso fa paura, quello del tumore. Una parola, cancro, che si tende a nascondere, relegandola a tabù, influenzati dalle paure e, più in generale, dal nominare una delle cause di morte più frequenti nella collettività. Il messaggio, in questo caso arriva da Andrea Spinelli, giornalista e scrittore, da anni alle prese con un cancro al pancreas inoperabile e che combatte una battaglia che l'ha portato a mettersi in cammino percorrendo migliaia di chilometri, nell'intenzione consapevole di poter ritardare la sua stessa morte. Proprio Spinelli aveva affermato queste parole nella presentazione del suo libro "Se cammino vivo", tenutasi a Trieste settimane fa. 

Chi ci sta intorno, il sentirsi meno soli

I volontari, le associazioni, le parole e gli studi scientifici fanno parte di una stessa realtà. L'informazione e la sensibilizzazione su una tematica così importante diventano il filo rosso da seguire, i trattamenti e la linee guida da seguire, quando si viene attaccati dalla malattia del secolo. Poter contare su un ventaglio così ampio di possibilità, fa in modo che ci si possa sentire meno soli. 

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