Anziani morti nelle case di riposo, Ancrel: «Forse dovuti a problemi organizzativi Asp»

L’emergenza sanitaria e i troppi morti hanno messo in evidenza molti problemi organizzativi gestionali. Serve andare oltre l’attuale impostazione: ecco la proposta dei revisori dei conti

La pandemia ha messo in evidenza molti problemi gestionali nelle case di riposo, comprese quelle pubbliche. In Friuli Venezia Giulia operano attualmente 26 Aziende per i servizi alla persona, enti pubblici e di diritto privato con autonomia finanziaria, a cui si aggiungono 6 case di riposo comunali, 2 consorzi e 2 fondazioni.“Le strutture per non autosufficienti – propone l'associazione nazionale certificatori e revisori degli enti locali del Fvg – passino sotto la competenza della sanità regionale e nei consigli di amministrazione vengano nominati rappresentanti dei familiari

«Necessario un passo avanti»

“La pandemia – commenta Rosa Ricciardi, presidente regionale dell’Ancrel - ha dimostrato che si deve fare un ulteriore passo avanti rispetto all’impostazione della legge regionale 19 del 2003, perché non ci sono solo gli ospiti delle Asp con caratteristiche molto diverse tra loro, autosufficienti e non, ma anche i loro familiari, dai quali non si devono allontanare. Diverse realtà hanno trovato nuove modalità di relazione, ma non tutte hanno questa sensibilità”.

“Però – continua Ricciardi - si dovrebbe aprire una riflessione a monte perché oggi in Friuli Venezia Giulia le Asp sono parte del sistema sociale del comune, mentre il loro personale ha il contratto della sanità. L’esperienza della pandemia suggerisce di differenziare tra strutture residenziali con assistenza 24 ore su 24 per persone non autosufficienti, che potrebbero rientrare a tutti gli effetti come strumento della sanità regionale, da quelle residenziali per autosufficienti che con i centri diurni, appartamenti protetti, infermiere di comunità dovrebbero essere strumento della politica socio-assistenziale del comune”.

«Ripensare il ruolo delle case di riposo»

“Gli ospedali diventeranno sempre più centri altamente specializzati nella gestione della fase acuta della malattia – aggiunge Roberto Minardi, componente del direttivo di Ancrel Fvg - mentre, restando sempre nel campo dell’assistenza agli anziani, vanno completamente ripensate la prevenzione sul territorio, la gestione delle fasi post acute, la riabilitazione, il recupero e la possibilità di creare condizioni che consentano agli anziani stessi di continuare a vivere nel sociale e di avere l’assistenza e le cure necessarie in strutture adeguate. Ed è in questo contesto che va ripensato il ruolo delle attuali case di riposo”.

Sotto l’aspetto prettamente finanziario, nodo cruciale per il settore causato dalla pandemia per la riduzione dei ricoveri e quindi delle rette e l’impennata dei costi di gestione per rispettare i parametri di sicurezza, le Asp per non autosufficienti sarebbero ristorate in maniera automatica dalla Regione mentre le strutture per autosufficienti riceverebbero i ristori che lo Stato trasferisce ai Comuni come succede per la perdita di gettito delle tributarie ed extratributarie.

«I morti nelle case di riposo causati dall'inadeguatezza dell'organizzazione delle strutture»

“I tanti morti che si sono avuti in questi mesi nelle case di riposo, forse, sono anche una drammatica manifestazione della conseguenza della inadeguatezza dell’organizzazione delle strutture – conclude la presidente Ricciardi - da qui anche la necessità di un maggiore monitoraggio e controllo sistematico e puntuale da parte della Regione e dei Comuni. Questi ultimi dovrebbero anche garantire nei Consigli di amministrazione delle Asp e delle case di riposo, la presenza di familiari degli ospiti perché persone fortemente motivate che garantiscono attenzione, impegno e dialogo costruttivo”.

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