rotate-mobile
Mercoledì, 21 Febbraio 2024
L'ennesima interrogazione di Zalukar

Dai posti letto che non ci sono alla denuncia della figlia: il calvario di un malato di tumore

"Gravi carenze assistenziali, di assenza di privacy, di deficit comunicativi". L'uomo, di 86 anni, viene ricoverato a fine novembre. La figlia si è rivolta al consigliere regionale che a sua volta ha posto una interrogazione alla Giunta regionale affinché promuova "un'analisi seria sui fatti. Non è tollerabile". L'anziano è morto il 4 dicembre

TRIESTE - "In seguito alla segnalazione di gravi carenze assistenziali, di assenza di privacy, di deficit comunicativi riscontrati nel corso della degenza di un anziano a Cattinara ho fatto un’interrogazione alla Giunta regionale affinché promuova un'analisi seria dei fatti segnalati al fine di studiare idonee e concrete misure per affrontare tali criticità, piuttosto che continuare nella politica degli annunci". Il consigliere regionale Walter Zalukar continua la sua crociata per denunciare, sulla base delle segnalazioni che quotidianamente riceve, i disservizi all'interno della sanità regionale. Dopo il caso dei ritardi nei soccorsi di una persona a circa un chilometro dall'ospedale di Cattinara di Trieste (persona poi deceduta), questa volta Zalukar si fa portavoce del disagio subito da una cittadina triestina ma residente a Modena. 

La storia

Così scrive Zalukar: "La cittadina ha segnalato  che il padre, di 86 anni, con tumore al colon ed un’infezione in corso, era stato portato a Cattinara alle 14.30 dello scorso 23 novembre  e visitato sette ore dopo. Vi era la necessità di ricovero, ma non c’erano posti letto liberi. Due giorni dopo, in seguito ad un reclamo ad ASUGI e una diffida dell’ avvocato a svariati enti, si è liberato il posto letto". Il consigliere regionale raccoglie la testimonianza e continua. "La descrizione delle 48 ore in Pronto soccorso è veramente angosciante: barelle con malati per lo più anziani ammassate dovunque, la figlia costretta a vere e proprie gincane per raggiungere il padre, tante erano le barelle attaccate l'un l'altra, impossibile un’adeguata assistenza, vietato stare vicini ai propri cari, neppure si riesce ad avere informazioni sulle loro condizioni, poiché i telefoni risultano perennemente occupati e, se i telefoni squillano, nessuno risponde". 

"Situazioni non tollerabili"

"Finalmente ricoverato in reparto medico - prosegue l'interrogazione - la stanza dove è stato sistemato era popolata da ben 4 pazienti, il personale infermieristico e le OSS scarseggiavano perciò, oltre a supportare il padre, la figlia racconta di aver spesso aiutato gli altri degenti (c’era chi voleva alzare o abbassare lo schienale, chi desiderava dell’acqua, chi aveva la necessità di essere imboccato), perché nessun altro poteva aiutarli". Lo sconforto della figlia è testimoniato dalle parole che scrive a Zalukar. "Mai avrei pensato che nella mia cara Trieste avrei potuto vedere simili disagi. Ci tengo a precisare che medici, infermieri e OSS sono stati sempre molto cortesi, disponibili e professionali. Ho percepito un forte disagio, dettato da una scarsa copertura di personale e da una preoccupantissima mancanza di posti letto". Il padre è morto il 4 dicembre. "Queste situazioni - conclude - non sono davvero tollerabili: ne va della sicurezza e della dignità delle persone".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dai posti letto che non ci sono alla denuncia della figlia: il calvario di un malato di tumore

TriestePrima è in caricamento