Archeologia, Cason (Ld): «Ritrovato monumento al conte Zinzerdorf di Opicina e la stele originale»

Il monumento rappresenta la "Zinzendorfia", strada fondamentale per lo sviluppo del porto della città e intitolata al governatore reggente dal 1770 al 1780

Roberto Cason e la stele originale

L’idea che Trieste si trovi al centro di un importante crocevia - cuore d’Europa - non è sicuramente una novità scoperta dell’amministrazione Dipiazza ma la volontà del Comune volta a rilanciare e valorizzare la Città sotto tutti i punti di vista. In particolare, scoprire l’inizio della prima strada che congiungeva l’Austria al suo principale porto sul Mediterraneo, Trieste per l’appunto, quest’oggi è una sfida quanto mai complessa tanto da iniziare una vera e propria “caccia al tesoro”.

A tal riguardo, si è cimentato il consigliere Roberto Cason, Presidente della commissione bilancio tributi e personale del Comune di Trieste, al quale si sono rivolti alcuni concittadini affezionati al monumento che campeggiava a Opicina in via Nazionale, i quali da anni reclamano la stele eretta in onore del conte von Zinderdorf, “sparita” dopo i lavori di riqualificazione della rotatoria all'incrocio tra via dei Salici e via di Prosecco.

Vista l’importanza del monumento che rappresenta la "Zinzendorfia", arteria stradale fondamentale per lo sviluppo del porto e dell’emporio della passata città asburgica, intitolata al governatore della nostra città reggente dal 1770 al 1780, via che collegava direttamente Trieste con Vienna, il consigliere Cason ha cercato di capire dove fosse finita la stele provvisoriamente rimossa alcuni anni fa. La ricerca non è stata vana e dopo aver raccolto tutte le possibili informazioni sul caso, tra le quali fotografie e i video della rimozione avvenuta a marzo 2009. 

«Finalmente - annuncia Cason - quest’oggi (18 ottobre 2017) l’ho ritrovata in un piazzale presso i Civici Musei Henriquez grazie anche alla collaborazione del conservatore, la dottoressa Cosenzi, che mi ha permesso di accedere all’area di custodia e di aprire, per la prima volta dal 2009, la cassa di imballaggio per verificarne concretamente il contenuto e lo stato di conservazioneL’imponente involucro, alto più di tre metri, contenente l’intero monumento è stato in parte aperto al fine di controllare lo stato di conservazione della stele che, per quanto si è potuto constatare, a prima vista non riporta danni rispetto all’atto del deposito».

Dopo il ritrovamento si è aggiunta un’ulteriore notizia: la stele non è quella originale ma una copia, l’originale è detenuta presso il Civico Museo di storia ed arte di via della Cattedrale. Cason ha verificato e documentato: effettivamente la stele originale si trova in 4 scatole presso il Museo con un particolare non di poco conto: danneggiata in almeno cento frammenti a seguito di un incidente stradale avvenuto nel 1981 come documentato da foto.

«Si ringrazia - continua il consigliere - anche il conservatore del Museo di storia ed arte, la dottoressa Vidulli, per la collaborazione. Dalle notizie apprese dal conservatore nessuno prima d’ora ha chiesto l’apertura delle scatole in cui è riposta la stele frammentata. L’eventuale restauro/ricomposizione dell’originale verrebbe a costare qualche migliaio di euro e non potrebbe comunque mai più essere inserita nel monumento, bensì esposta eventualmente al pubblico nel Museo».

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Così come desiderato da molti cittadini e promesso durante un recente incontro pubblico dal sindaco Roberto Dipiazza, il monumento troverà la giusta collocazione a Opicina al posto dell’attuale cabina di alimentazione elettrica il cui progetto di demolizione è pronto. Successivamente dovrà essere predisposto un progetto per il basamento e capitolato per il trasporto speciale ed il restauro post collocazione. «Direi “obbligatoria” - conclude Cason - l’illuminazione notturna. Sarà mia cura seguire l’iter auspicando che non vi sia alcun imprevisto».

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