Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Area protetta di Miramare, la riserva si allarga: da 300 a 3.000 ettari

Nella nuova area anche le zone di transizione marina e terrestre lungo la Costiera Triestina: sia l'altipiano carsico calcareo che scende sul Golfo di Trieste sia il tratto di mare prospiciente

Foto dell'Area Marina di Miramare (pagina Facebook)

Sulla punta a Nord Est dell’Adriatico si trova la prima statale area marina protetta d’Italia, quella di Miramare, gestita dal WWF Italia da poco meno di trent’anni e tutelata anche dall’UNESCO in quanto “Riserva MaB – Man and Biosphere”: una certificazione che sigla l’armoniosa convivenza tra uomo e biodiversità e che da quest’anno tutelerà un territorio più ampio coprendo gran parte della Costiera Triestina.

Questo ampliamento è stato possibile grazie ad un lungo percorso. L’area marina protetta di Miramare partecipa al programma MaB dell’UNESCO dai primi anni 80. Nel 2011, in accordo con il Comitato Nazionale MaB è stato proposto un ampliamento che dai 300 ettari iniziali porta a quasi 3.000 ettari, includendo un’ampia zona di transizione marina e terrestre lungo la Costiera Triestina; questa fascia è costituita sia dall’altipiano carsico calcareo che scende sul Golfo di Trieste sia dal tratto di mare prospiciente.

Nello scorso mese di aprile, l’Advisory Commitee di MaB-UNESCO ha accolto le integrazioni presentate dalle autorità italiane confermando che la nuova proposta di Riserva MAB, che si emana dalla AMP di Miramare, asseconda i criteri per poter ampliare i propri confini. Il cuore della nuova Riserva MAB è costituito dalla Area Marina Protetta di Miramare, circondata da una zona buffer marina verso il largo e dal parco di Miramare verso terra, sede del celebre Castello di Massimiliano e Carlotta d’Asburgo.

All’interno della Riserva MaB si alternano habitat terrestri e subacquei di grande varietà e pregio e si integrano le attività umane di fruizione e di produzione creando i presupposti migliori per un ambizioso progetto di sviluppo sostenibile e conservazione. Ne sono un esempio le attività di fruizione e sensibilizzazione che ogni anno la AMP di Miramare gestisce all’interno dei propri confini, come il sea watching e le uscite naturalistiche, e che d’ora in poi verranno ulteriormente implementate anche nella nuova Riserva MaB.

La AMP di Miramare è anche al centro del progetto innovativo Terre@Mare che usa il web e i dispositivi mobili per censire, monitorare e mappare scientificamente risorse biologiche e non, e per renderle disponibili a turisti, sea-watcher e bio-watcher marini e terrestri, che con la visita partecipano contemporaneamente al progetto scientifico. Insomma, una forma di “social-networking” che accomuna l’esperienza turistica alla partecipazione scientifica alla campagna di monitoraggio “permanente”.

Il progetto ha costruito una APP per smartphone come strumento per visualizzare i dati di archivio, ma anche per rendersi attivi “ricercatori” e contribuire a mappare le osservazioni ecologicamente più interessanti della propria vacanza. Il progetto Terre@Mare è finanziato dalla Fondazione Telecom, in collaborazione con il consorzio turistico Promotrieste. I risultati finali del progetto verranno presentati a fine giugno.

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