Marchesi (ARPA): "Inquinamento nei giardini a macchia di leopardo"

In relazione al giardino di piazzale Rosmini il Direttore dell'Arpa ha affermato che tra gli inquinanti ci sono "metalli, idrocarburi, tutto quello che può derivare da fonti di inquinamento come il riscaldamento domestico, il traffico e l'attività industriale" 

Scoccimarro e Marchesi

Il Direttore dell'Arpa Luca Marchesi è intervenuto questa mattina alla conferenza stampa indetta dall'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Trieste Elisa Lodi e alla presenza dell'Assessore all'Ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia Fabio Scoccimarro. Nel corso della mattinata sono stati illustrati i nuovi interventi di fitorimedio e lo studio della Regione in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e l'Istituto Superiore della Sanità che, come sottolineato da Scoccimarro "si tratta di una collaborazione per andare a realizzare un monitoraggio ordinario di questi inquinanti". 

"Inquinamento che perdura da anni"

Marchesi ha affermato che "il nostro a Trieste è un problema di inquinamento multisorgente. Viene infatti dai movimenti terra che sono un veicolo meccanico di spostamento dell'inquinamento, viene dall'inquinamento atmosferico che è anch'esso multisorgente (attività industriali, riscaldamento domestico, traffico) e che perdura da molti anni, cambiando tipologia di inquinamento". "Il terreno è dove si è sedimentata la storia dello sviluppo industriale del nostro paese anche in termini di ricadute. La prospettiva corretta è quella che è stata attivata dalla Regione Friuli Venezia Giulia con il Comune, vale a dire utilizzare sistemi di gestione del problema che riguardano la sperimentazione di tecniche di bonifica". 

Il Comune gioca la carta del fitorimedio

A margine abbiamo fatto un paio di domande al Direttore dell'Arpa sulla prospettiva di questi strumenti e sugli inquinanti presenti nelle zone dove il fitorimedio verrà utilizzato. 

Quali sono i livelli di inquinamento nelle tre aree dove verrà realizzato il fitorimedio?

"Le concentrazioni dei livelli di inquinamento non sono differenze particolarmente apprezzabili - ha risposto il tecnico dell'Arpa - e comunque sono rappresentativi di una situazione molto a macchia di leopardo. Tanto per intendersi, se all'interno di quest'area facciamo dei campioni differenti possiamo aspettarci anche concentrazioni molto diverse, per quello che riguarda la natura fisica del suolo, se è più o meno grasso, se è argilloso, se ha maggiore o minore propensione ad accumulare nel tempo inquinanti. Non dobbiamo immaginarci interventi puntuali di caratterizzazione ma strumenti più ampi e complessi che caratterizzino il fenomeno e che abbiano prospettive di gestione. Questa è un'esperienza pilota e potrà essere la prospettiva di lavoro". 

Quali sono gli inquinanti maggiormente diffusi? 

"Si parla di metalli, idrocarburi, tutto quello che può derivare da fonti di inquinamento come il riscaldamento domestico, il traffico e l'attività industriale". 

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