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Arrestato ladro seriale dei bar: come firma lasciava la foto di una donna

Operazione della Polizia di Stato che dopo alcuni furti ha predisposto degli appostamenti e sorpreso il ladro a rubare in una gelateria

Nella notte tra il 31 agosto ed l'1 settembre scorsi, a Trieste sono stati portati a termine diversi furti in danno di alcuni bar del centro che, in ragione del modus operandi, la Polizia di Stato ha ritenuto essere stati commessi dal medesimo autore: quasi tutti gli esercizi commerciali si trovano tra la via Raffineria, Largo Barriera Vecchia e via Carducci e il ladro, pertanto, avrebbe operato in sequenza. Inoltre in due di queste attività, una pizzeria e un bar, il ladro aveva lasciato la copia di una fotografia che ritraeva la medesima donna.

Sulla scorta di quanto sopra, ritenendo che il soggetto operasse in modo seriale, sono stati implementati i servizi investigativi finalizzati  a rintracciare il malivente: nell’ambito di tali attività, alle 2.30 circa del 2 settembre, un’auto in borghese della Squadra Mobile ha notato che la porta di ingresso di un bar pasticceria della via Galati era aperta e che all’interno le luci erano spente.

Così è stato colto in flagranza di reato Feriz Cocaj, classe 1977, serbo, residente in Slovenia, panettiere. L’indagato, dopo avere forzato la porta d’ingresso, si è introdotto nel bar per rubare l’incasso. Gli agenti sono entrati per un controllo e hanno appunto sorpreso lo sloveno che, uscito repentinamente dal locale, ha cercato di darsi alla fuga in direzione della via Filzi.  

Dopo essere stato inseguito a piedi è stato avvicinato dagli operatori che gli hanno intimato l’alt. Nonostante ciò il Cocaj ha continuato a fuggire, minacciando i poliziotti con uno scalpello metallico. Raggiunto dagli agenti è nata una colluttazione, con l’indagato che ha tentato invano di sottrarsi dall’arresto. Una volta bloccato, con l’ausilio della Volante di zona nel frattempo intervenuta, si è proceduto alla perquisizione sia personale che dell'auto che hanno permesso di rinvenire arnesi atti allo scasso, una torcia, una macchina fotografica, oltre alla somma di 1020 euro in contante e circa 130 euro in monetine. Oltre a ciò sono state trovate cinque foto ritraenti la solita donna, uguali a quelle rinvenute in alcuni degli esercizi commerciali presso i quali erano stati effettuati i furti.

Avvisato il pm di turno, dopo gli adempimenti di rito, il Cocaj è stato accompagnato presso il carcere triestino a disposizione della Procura della Repubblica di Trieste che coordina le indagini.

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