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"Operazione viaggi organizzati": 2 arresti e 4 denunce dalla Polizia stradale

Un'articolata indagine cominciata lo scorso anno ha permesso di svelare una vera e propria organizzazione criminale operate nel torinese e che aveva deciso di transitare per Trieste per poi far giungere i mezzi nell'Est-Europa

Dopo sei mesi di indagini, conclusesi alla fine di febbraio, è giunto il momento del bilancio di un’operazione condotta dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per il Friuli Venezia Giulia che ha permesso di infliggere un duro colpo ad un gruppo criminale: 2 arresti, 1 persona sottoposta a misura cautelare in carcere, 4 persone denunciate in stato di libertà, 7 perquisizioni eseguite tra Piemonte, Toscana e Veneto, 4 autocaravan sequestrati.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trieste hanno portato infatti, nelle loro varie fasi, all’arresto di alcuni degli autisti dei cosìdetti veicoli “ricreazionali” rubati presso la sede della nota fabbrica Triganò a Poggibonsi (Si) e destinati al mercato dell’Est Europa ed all’individuazione degli organizzatori e dei basisti locali.

L’INDAGINE L’indagine ha preso il via il 12 agosto 2015 con l’arresto di 2 soggetti, un cittadino romeno e uno tunisino, scoperti da una pattuglia della Polizia Stradale di Trieste nei pressi del parcheggio dell’area di servizio “Duino Sud”, mentre cercavano di occultare le chiavi di altrettanti autocaravan di sospetta provenienza. Immediatamente era stato accertato che in effetti le chiavi nascoste era pertinenti a due camper posteggiati, rubati nella nottata presso la fabbrica. Le ricerche prontamente attivate dal personale operante hanno poi permesso di scovare altri 2 camper sempre parcheggiati nell’area di servizio di Duino Sud. Su tutti i mezzi, completamente nuovi e del valore complessivo di 200.000 euro, erano state applicate delle targhe trafugate alcuni giorni prima a Torino, proprio per renderne maggiormente difficoltosa l’individuazione. Nella circostanza però i 2 autisti dei restanti camper erano riusciti a darsi alla fuga.

Iniziava però così un lavoro di “intelligence” da parte degli investigatori della Stradale, che, a partire dalle tradizionali forme d’indagini come gli appostamenti ed i pedinamenti fino all’ausilio delle intercettazioni telefoniche, hanno portato poi a una serie di perquisizioni, eseguite alla fine del mese di dicembre, il cui esito portava all’individuazione dell’intera organizzazione criminale.

L’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE Il nucleo principale della banda era composto da cittadini albanesi ed italiani, formatisi nella malavita torinese e dediti solitamente al traffico di stupefacenti e a truffe di vario genere, che nella circostanza aveva colto l’occasione di perpetrare il furto di vaste proporzioni presso la fabbrica della Triganò, approfittando della tradizionale chiusura di agosto. Esponente di spicco del gruppo criminale era B.D., cittadino albanese di 33 anni, domiciliato nel capoluogo piemontese, e sottoposto alla misura cautelare in carcere, eseguita all’inizio di dicembre scorso a Torino dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Stradale di Trieste.

A partire dall’arresto dell’uomo che materialmente aveva organizzato il viaggio dei 4 camper rubati fino al confine italo sloveno di Trieste, incominciava a delinearsi maggiormente la struttura del sodalizio criminale, tanto da originare una serie di perquisizioni eseguite tra il 28 ed il 29 dicembre 2015 tra Torino, la Toscana e la provincia di Venezia.

In quest’ulteriore fase investigativa è stato svelato come il cittadino albanese precedentemente sottoposto a misura cautelare in carcere si fosse avvalso della collaborazione di altri due connazionali, soggetti identificati e ricercati sul territorio nazionale, domiciliati sempre nel torinese ed individuati come gli altri 2 autisti sfuggiti alla cattura all’area di servizio di Duino Sud.

Un piano criminale così ben articolato, non poteva venire congegnato prescindendo dalla figura di un “basista”, colui che conosce i luoghi di provenienza dei mezzi rubati. Le indagini portavano quindi a concentrare l’attenzione degli inquirenti su un giovane imprenditore di origine albanese tale B.E., parente del connazionale arrestato a Torino, e domiciliato tra la provincia di Firenze e Siena. Le perquisizioni, eseguite sempre il 29 dicembre presso il suo domicilio, hanno rafforzato la tesi investigativa, conducendo quindi alla denuncia in stato di libertà del B.E., per aver ideato il piano criminale del furto e del riciclaggio dei 4 camper.

Infine, partendo dai rapporti di parentele ed amicizia nell’ambito della comunità albanese, e dalla captazione di conversazioni telefoniche, gli operatori di Polizia hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti di M.L. autotrasportatore di nazionalità albanese, ma da anni domiciliato in Veneto, professionalmente operante nelle aree portuali del Friuli Venezia Giulia, soggetto sottoposto a perquisizione domiciliare e ad interrogatorio da parte degli inquirenti. Quest’ultimo individuo, per la profonda conoscenza del territorio delle Province di Trieste e Gorizia, sarebbe stato incaricato di agevolare il transito dei 4 autocaravan rubati favorendo quindi la loro esportazione verso l’Est Europa.

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