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Infarto davanti alla moglie dopo il giro in bici, il 118 gli salva la vita

Nella giornata di oggi 11 settembre l'uomo aveva accusato un dolore toracico molto forte. Quando è crollato, in un garage di via Canova, i sanitari erano già sul posto, chiamati poco prima proprio dalla consorte

TRIESTE - "Presente o compiuto al momento opportuno sia relativamente al determinarsi di circostanze che a calcoli precedentemente fatti". E' la definizione di tempestivo, aggettivo che ha caratterizzato l'intervento dei sanitari del 118 che oggi pomeriggio a Trieste hanno salvato la vita ad un sessantenne vittima di un arresto cardiaco. A chiamarli, in via Canova, è stata la moglie, allarmata dal dolore toracico che il marito aveva iniziato ad accusare dopo il rientro da un lungo giro in bicicletta.

Dopo circa mezz'ora (tempo in cui il dolore non è svanito, senza però che l'uomo volesse chiamare i soccorsi), la moglie ha chiamato il 112 perché la situazione si è aggravata. In pochi minuti l'mabulanza è arrivata sul posto. E' in quel momento, subito dopo l'arrivo dei sanitari, che l'uomo va in arresto cardiaco, con il cuore che improvvisamente si ferma. Il 118 inizia subito la rianimazione cardio-polmonare e utilizza il defibrillatore. Il cuore riprende a battere poco dopo, con il ritorno alle condizioni normali dopo circa cinque minuti dalla prima scarica. L'uomo è quindi cosciente e stabile, ma viene comunque portato in ospedale a Cattinara in codice rosso. 

In questo come in altri casi, le tappe si sono rivelate fondamentali per salvare la vita al ciclista di 60 anni: la chiamata al 112, l'arrivo tempestivo dei sanitari, la rianimazione cardiopolmonare, le manovre avanzate, la successiva defibirllazione precoce e la chiusura con la rapida ospedalizzazione. Questi i punti chiave della catena che l'hanno salvato. 

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