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Il porta-pizze spacciava per il datore di lavoro: in carcere il gestore

La Polizia Locale, sul filone d'inchiesta Divergent, ha arrestato uno dei solidi una pizzeria trovato in possesso di 70 grammi di purissima eroina

Lo scorso mese, la Polizia Locale, con l’arresto dei due spacciatori L.B. e A.R.I.V. –  entrambi 19enni – aveva messo fine a un largo giro di droga proveniente dal Veneto che, purtroppo, tra i clienti vedeva anche molti adolescenti: era l’atto finale dell’operazione Divergent. La chiusura dell’indagine però non ha fatto calare il livello di guardia da parte della Polizia Locale sul fenomeno dello spaccio a Trieste, anzi.

Gli intrecci delle relazioni emersi, hanno consentito agli investigatori di spostare l’attenzione sul giro dei due ragazzi arrestati, in particolare quello di A.R.I.V.. Questi, saltuariamente consegnava pizze a domicilio per conto di una pizzeria triestina: si è scoperto che l’attività mascherava un traffico ben più redditizio proprio a favore di uno dei soci proprietari dell'esercizio, il 35enne R.M..

Sabato scorso la Polizia Locale ha sorpreso l’uomo in campo San Giacomo con 70 grammi di purissima eroina (sufficiente per confezionare circa 280 dosi), arrivata probabilmente dal Veneto, regione di residenza del pizzaiolo, e destinata al mercato locale. Al momento dell’arresto, l’uomo era in compagnia del vicentino R.N. (classe 1987), cameriere nella stessa pizzeria: con sé aveva qualche dose di eroina ma, nel suo caso, ci saranno conseguenze solo di carattere amministrativo. Il socio proprietario della pizzeria, invece, è stato rinchiuso in carcere: oltre al notevole quantitativo di droga addosso, nel suo appartamento sono state trovate anche alcune confezioni di metadone con le etichette abrase.

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