Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Arriva in regione il primo Gay Pride: anche Trieste tra i capoluoghi che ospiteranno eventi

Presentato ufficialmente il primo Gay Pride organizzato in Friuli Venezia Giulia: si chiamerà Fvg Pride

I movimenti LGBTQIA di Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto hanno scelto il Friuli Venezia Giulia come regione dove svolgere i numerosi eventi di avvicinamento e sensibilizzazione alla parata che si terrà il prossimo 10 giugno 2017 a Udine. Dopo Padova, Bassano del Grappa, Vicenza, Venezia, Verona e Treviso, la scelta del Friuli Venezia Giulia come è legata alla volontà di rafforzare un percorso di cambiamento e sensibilizzazione della cittadinanza regionale. Tutti i capoluoghi - Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine - ospiteranno numerosi eventi, mentre la parata finale si svolgerà a Udine. Dopo il patrocinio del Comune di Udine, il Comitato organizzatore è in attesa di quello degli altri capoluoghi, con cui è attivato il dialogo istituzionale.

Fvg Pride è organizzato da cinque associazioni regionali, Arcigay Friuli, Arcilesbica Udine, Arcigay Arcobaleno Trieste e Gorizia, La Fenice Fvg e Associazione Universitaria Iris. Nel novembre 2016 le cinque associazioni hanno deciso di unirsi in un comitato che non solo si prendesse carico dell’organizzazione del primo Pride regionale, ma che elaborasse un manifesto politico in cui mettere nero su bianco le istanze a favore di tutti coloro che, per qualsiasi motivo indipendente dalla loro volontà, si trovano ad essere discriminati.

«Udine si è sempre molto impegnata per i diritti civili e per la parità delle opportunità anche rispetto alle istanze LGBT – commenta il sindaco di Udine, Furio Honsell –. Proprio per questo come amministrazione siamo lieti che la città sia stata scelta per ospitare una manifestazione civile di questa rilevanza».

«Ritengo che proprio le donne, che da sempre subiscono forme di discriminazione e disparità, possano comprendere e condividere pienamente tutti i percorsi finalizzati a combattere ogni forma di discriminazione legata al genere – sottolinea l’assessora alle Pari opportunità, Cinzia Del Torre –. Per questo motivo apprezzo quindi che la pacifica e allegra manifestazione del Fvg Pride abbia luogo a Udine».

«La condivisione del percorso è una scelta fatta a livello regionale – dichiara l’assessora regionale Loredana Panariti – perché crediamo fortemente che confermare i diritti di alcuni non li toglie al resto della cittadinanza. Il percorso intrapreso dal Friuli Venezia Giulia è quello della discussione aperta, per mettersi nei panni degli altri e riuscire a comprenderci»

«Il Pride è un nostro diritto come cittadin*, ma è anche un nostro dovere nei confronti della nostra storia. La storia passata, commemorando e celebrando i moti di Stonewall e tutte le persone che con il loro orgoglio hanno portato al riconoscimento delle nostre identità e diritti e che, soprattutto, ci hanno insegnato la capacità di lottare e far sentire la nostra voce come comunità e come individui. La storia presente, vissuta preservando questa eredità, lottando per la conquista della piena parità di diritti e dignità di tutt* e festeggiando i traguardi già raggiunti. E la storia futura, in cui il nostro orgoglio avrà lasciato alle nostre spalle, come impronta per le prossime generazioni, una società più equa e libera per tutt*». Queste le parole di Nacho Quintana Vergara, presidente di Arcigay Friuli per sottolineare la rilevanza sociale e culturale di un evento che non guarda solo alle istanze della comunità LGBTQIA, ma a quelle di tutte le persone che continuano ad essere discriminate per qualsiasi motivo.

«Fvg Pride – ha confermato Antonella Nicosia, presidentessa di Arcigay Arcobaleno Trieste Gorizia - è un’occasione per riaffermare l’impegno a lottare contro ogni forma di violenza e di discriminazione agita non solo nei confronti delle persone LGBTI, ma anche delle donne e delle persone di diversa provenienza etnica. Quest’anno è anche un’occasione per privilegiare il senso dello stare insieme e promuovere un modello concreto di cittadinanza attiva».

Il Pride però non è soltanto una manifestazione della comunità LGBTQIA: le istanze che il comitato organizzatore vuole avanzare, sono sempre di più una rivendicazione trasversale. Il Pride è una mobilitazione che coinvolge necessariamente tutte le componenti individuali e collettive della società civile nella rivendicazione e celebrazione pacifica dei valori universali contenuti anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e che sono alla base dell’Articolo 3 della Costituzione Italiana.

«È per questo motivo che ci riconosciamo nei principi del femminismo per la parità e l’autodeterminazione delle donne – ha continuato Quintana Vergara - nella lotta contro il razzismo e ogni forma di fascismo e totalitarismo. Siamo a fianco di ogni persona o comunità che subisce il pregiudizio e la discriminazione e i cui diritti e dignità non vengono riconosciuti. Siamo tutt* divers* ma i nostri diritti devono essere riconosciuti al pari dei nostri doveri».

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