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Inclusione

Condivisione e accoglienza attraverso la danza e la musica: Arte Migrante approda anche a Trieste

Grazie ad un gruppo di giovani, arriva anche nel capoluogo giuliano il progetto che, attraverso una serie di eventi aperti a tutti, punta ad includere e coinvolgere anche coloro che solitamente si trovano costretti ai margini della società

Conoscersi e conoscere grazie ad uno strumento musicale, una poesia o una danza. E' questo l'obiettivo di Arte Migrante, progetto nato a Bologna e arrivato a Trieste grazie alla determinazione di un gruppo di giovani, che mira a creare spazi di condivisione e accoglienza attraverso l'arte e le sue molteplici forme.

Il progetto

Nato nel 2012 a Bologna per iniziativa di Tommaso Carturan, giovane studente di antropologia, Arte Migrante, come si legge sulla pagina Facebook, "è un progetto apartitico e aconfessionale che organizza serate aperte a tutti, in cui ciascuno può condividere con gli altri ciò che sa fare". Un progetto che punta "ad includere e coinvolgere anche coloro che solitamente si trovano costretti ai margini della società (migranti e senza dimora), instaurando con essi un dialogo ed un rapporto di conoscenza alla pari".

Le attività a Trieste

La storia di Arte Migrante Trieste è invece più recente e risale a circa un anno fa quando la giovane Susanna, attuale portavoce del coordinamento, ha scoperto l'iniziativa: "Ho subito contattato il fondatore Tommaso - racconta - e, con l'aiuto e supporto di altri giovani, siamo partiti con le prime attività online". Attività che hanno riscosso da subito un discreto successo e che non si sono limitate solo al web. Un anno fa sono infatti iniziati gli eventi dal vivo. "Preferiamo incontrarci di persona - aggiunge Susanna -. Già di per sè coinvolgere migranti e persone senza dimora è difficile; l'online in questo caso diventa un ostacolo in più. In un certo senso, dal vivo ci si capisce di più, anche se non ci si capisce". Ma come funzionano nello specifico? "È prevista una parte iniziale in cui ci si siede in cerchio e ci si conosce -spiega la portavoce di Arte Migrante Trieste -. Segue poi una parte di condivisione: su una lavagna ognuno scrive il proprio nome e cosa sa fare. Si condividono così balli, letture, giochi. Prima della pandemia era previsto anche un momento dedicato al cibo, un altro elemento di identità culturale. Speriamo di poterlo reintrodurre al più presto".

Il prossimo appuntamento

Gli eventi prenderanno nuovamente il via, dopo la pausa imposta dal Covid, domenica 6 febbraio. Si inizierà alle 14:41 in via Boccaccio (presso il Parco Leonor Fini) e sono aperti a tutti: curiosi, chi ama socializzare e chi ha difficoltà ad inserirsi in un gruppo a causa di problemi legati alla lingua o altre motivazioni. L'arte diventa in queste occasioni una forma di comunicazione universale, capace di arrivare a chiunque senza barriere.
 

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