Cronaca

ArtElettronica, arte digitale a 360 gradi: «Educhiamo i triestini alla clubbing culture»

Intervista al 26enne triestino Thomas Versa, uno dei 7 fondatori dell'associazione culturale Artelettronica, grande contenitore di progetti legati alle arti digitali, che proporrà eventi legati alla clubbing culture, mostre, workshop, visual-art. Grandi eventi all'Etnoblog

Sale l’attesa per il primo evento targato ArtElettronica, la nuova associazione culturale rigorosamente “Made in Trieste". Il presidente e co-cofondatore è Thomas Versa che si presenta spiegando che «sono nato a Trieste 26 anni fa, città che amo e dove sono sempre vissuto. Lavoro nel campo della musica da ormai 11 anni, prima come promoter per alcune discoteche di fuori città come Tnt e Mirò poi, grazie al sempre maggior seguito che le diverse iniziative che andavamo a proporre io con alcuni miei amici che condividevano con me la passione per la musica abbiamo fondato il gruppo “Promozione di Eventi Trieste”, in cui organizzavamo pullman per diversi festival sia in Italia che all’estero. Successivamente abbiamo deciso di strutturarci in modo ancora più professionale, creando il famoso gruppo “Enjoy The Sound”, in vita fino ad un paio di mesi fa quando abbiamo deciso, dopo il festeggiamenti del terzo compleanno, di chiudere questa esperienza per tuffarci in un nuovo progetto ancora più ampio ed interessante». 12032289_10207867587673563_1982938897_n-2

«L’esperienza di Enjoy The Sound – continua Thomas - oltre ad averci dato molto nel corso dei tre anni di vita, è stata piuttosto rilevante anche nella vita notturna cittadina ed ha fatto conoscere ed apprezzare il genere techno in città, fino alcuni anni da fa di nicchia, mentre ora, grazie alle serate a cadenza mensile organizzate da noi all’interno del Etnoblog, questo genere è diventato piuttosto ascoltato ed apprezzato in città. Siamo molto contenti di aver raggiunto questo obiettivo, significa che abbiamo seminato bene mese dopo mese. Anche gli stessi ospiti internazionali ospitati sono di tutto rispetto quali Oscar Mulero, James Ruskin o Dasha Rush. Poi, come detto, una volta esaurita l’esperienza con Enjoy The Sound, abbiamo deciso di espanderci ulteriormente con un progetto che abbraccia tutte le arti digitali a 360 gradi: da questa idea è nata un mese fa l’associazione culturale ArtElettronica (fondata assieme al vice Davide Guastella, Marc Troit, Nicolò Ometto, Federico Corbatti, Igor Germanis e il segretario Gabriele La Pasquala), che inaugureremo ufficialmente il 3 ottobre con il primo grande evento all’Etnoblog. Questa vuole essere un grande contenitore di progetti legati alle arti digitali, proponendo eventi legati alla clubbing culture, mostre, workshop, visual-art: iniziative non fini a se stessi ma che coinvolgano tutti i cinque i sensi, grazie alla compenetrazione di più arti diverse tra loro all’interno di un unico evento, per renderlo più partecipato e coinvolgimente per lo stesso spettatore, che ne trarrà sicuro beneficio sotto il profilo delle emozioni e dell’interesse».

«La scelta del nostro nuovo progetto – prosegue Thomas -  è stata oltremodo apprezzata dai nostri seguaci ed amici, il tutto testimoniato da decine di mail, messaggi privati, sms, parole di incoraggiamento che ci spingono ulteriormente a  migliorarci ed a proporre prodotti sempre migliori e di qualità: è proprio questo uno degli elementi distintivi della clubbing culture, oltre al fatto di divertirsi con testa, non facendo uso o per lo meno limitando l'utilizzo di sostanze stupefacenti, non essendo molesti durante gli eventi, non eccedendo con gli acolici, insomma rispettando se stessi e chi ti circonda. Per questo uno dei nostri motti è: respect music&people. Se poi uno si comporta in modo non conforme a quanto richiesto, noi cerchiamo con le buone di spiegarli il perché sta sbagliando comportamento in quel contesto. Episodi del genere fortunatamente nelle nostre serate sono successi di rado, ma quelle volte questo atteggiamento positivo ha dato luogo a risultati oltremodo positivi. Il nostro pubblico è un pubblico prettamente giovane, orientativamente dai 20 ai 30 anni, con 25 anni di età media, in media 500 persone prendono parte alle nostre serate».

12026677_10207867588113574_898719250_n-2Addentrandosi sulle questioni più legate a Trieste Thomas riferisce che «per movida intendo quella che c’è a Barcellona sulla Rambla dove per 24 ore al giorno c’è vita, tra discoteche, pub, locali, musica all’aperto, dj-set e divertimenti di tutti i tipi. Nulla di tutto questo è presente a Trieste, dunque parlare di movida a Trieste mi sembra quantomeno eccessivo. Si è voluto strumentalizzare questo termine, identificando in città un qualcosa che non esiste. Una proposta, che potrebbe venire incontro alle esigenze dei gestori dei locali e contemporaneamente a coloro che reclamano il diritto al riposto, potrebbe essere quella di vietare ai bar la vendita di alcolici dopo una certa ora, autorizzandola solo all’interno dei locali notturni, ma al contempo vietandone il consumo all’esterno in modo tale da ridurre la minimo l’eventuale confusione creata a coloro che vivono nei paraggi».

«Ci vorrebbe – ancora Thomas -  maggiore comunicazione tra coloro che operano nel settore della ristorazione, gli enti che governano questa città e i cittadini che si lamentano per l’eccessivo rumore. Lo stesso regolamento anti-movida sarebbe da rivedere, e modificarlo assieme alla collaborazione dei titolari dei pubblici esercizi cittadini».

«Il triestino medio – prosegue - è un tipo di cliente particolarmente difficile, che pretende una certa qualità a basso prezzo, ha una cultura musicale al di sopra della media nazionale, grazie anche a gruppi come il nostro ed a locali come l’Etnoblog che hanno come principali obiettivi la diffusione, la conoscenza della cultura e della musica elettronica. Come partecipazione alla vita notturna cittadina in questi anni abbiamo assistito ad un certo aumento delle presenza in centro dovute a diversi fattori quali la crisi, che ha notevolmente ridotto gli spostamenti dei concittadini verso altre destinazioni quali la vicina Slovenia e il Veneto (vedi il costo del carburante che va a sommarsi a quello dell’entrata in discoteca e a consumazioni di eventuali cocktail), al fatto che hanno aperto diversi nuovi locali come in via Torino, rivitalizzata in modo estremamente rilevante in questi ultimi mesi e la considerevole riduzione di locali e Festival estivi e invernali nella vicina Slovenia. Lo stesso Etnoblog nel corso di questi anni ha sensibilmente aumentato il livello qualitativo delle serate proposte, con ospiti internazionali di primo livello e proponendo un cartellone di qualità che spazia tra i diversi generi musicali, sempre mantenendo un livello qualitativo degno di questo nome, di cui come detto nel suo piccolo ha contribuito anche Enjoy The Sound». 12026412_10207867587913569_79602933_n-2

«Tra gli spazi da riqualificare a favore dei giovani – ancora Thomas – il Porto Vecchio potrebbe essere uno dei grandi protagonisti della Trieste futura, immensi spazi a disposizione della città per un deciso sviluppo economico, turistico e per i giovani. Da questo punto di vista vedo la sdemanializzazione di buon occhio se poterà effettivamente concreti vantaggi in termini di lavoro per i triestini. Se invece deve diventare mera speculazione edilizia atta a costruire solamente uffici e appartamenti allora mi vedo a dissentire ed a essere contrario, fermo restando l’importanza del punto franco con un porto che torni ai livelli di 40 anni fa, con relativi recupero, e perché no incremento, di posti di lavori persi in questi ultimi decenni».

«Per quanto concerne il futuro della città – conclude Thomas - io sono ottimista, purché i giovani non siano costretti a causa della carenza lavorativa ad andarsene o, in caso scelgano di lasciare la città  lo facciamo per un periodo limitato, che permetta loro di prendere coscienza del mondo, di venire a contatto con nuovi usi, costumi e diverse usanze e che poi tutto questo bagaglio culturale ed esperienziale possa servire per la propria attività una volta tornati in città».

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