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Asilo Roiano, l’opposizione: “Non solo Brandi, c'è più dissenso in maggioranza”

Un’azione congiunta di Pd, Punto Franco, Adesso Trieste e Movimento 5 Stelle, che ha portato a un’accesa discussione in consiglio comunale nelle ultime due sedute, con una raffica di emendamenti alla delibera in oggetto. Preoccupazione anche per l'asilo di San Giovanni

TRIESTE - L’opposizione in consiglio comunale continua la sua battaglia contro la privatizzazione di 33 posti su 66 nel nuovo asilo di Roiano. Un’azione congiunta di Pd, Punto Franco, Adesso Trieste e Movimento 5 Stelle, che ha portato a un’accesa discussione in consiglio comunale, con una raffica di emendamenti alla delibera in oggetto. Attualmente la discussione è stata rinviata dalla stessa maggioranza a inizio settembre. Quello delineato dalla delibera comunale è uno scenario che, secondo le forze di opposizione, troverebbe all’interno della stessa maggioranza più consiglieri contrari oltre alla forzista Angela Brandi. Voci di corridoio parlano di almeno altri quattro esponenti del centrodestra non favorevoli alla delibera.

La preoccupazione, ha spiegato il dem Giovanni Barbo in una conferenza stampa, non riguarda solo il singolo asilo: “Questo significherebbe un precedente nella gestione dei servizi educativi. Non a caso una consigliera di maggioranza, nonché ex assessore all’educazione, ha attaccato su questo punto, e cioè sul rischio smantellamento dei servizi educativi del Comune. Qui si fa confusione tra l’azione, anche apprezzabile, di ampliare la convenzione con nidi già esistenti con il regalo a un privato di un immobile costruito con fondi pubblici, per crearvi un’attività a fini di lucro”. E’ stato sollevato anche il tema dei lavoratori precari del servizio educazione: “13 di loro attualmente in servizio ai nidi - sottolinea Barbo - potrebbero garantire la gestione del Comune a Roiano e sarebbe un’occasione per stabilizzare persone che da 10 anni lavorano per l’amministrazione”.

La pentastellata Alessandra Richetti sostiene che “con questa delibera il Comune si sta preoccupando soprattutto di tutelare il rischio dell’impresa piuttosto che l’utenza perché non c’è nessun controllo della qualità del servizio che verrà erogato”. Per Paolo Altin (Punto Franco), “la maggioranza ha dimostrato di essere assolutamente nel pallone perché si è toccato un tema delicato in maniera avventata”, e spiega che la posizione contraria della cittadinanza sarebbe “dimostrata da migliaia di firme raccolte da sindacati, lavoratori e famiglie”, aggiungendo che “la delibera già immagina lo stesso meccanismo sul nuovo asilo di San Giovanni e non possiamo permettercelo”.

“Se lo stesso sindaco - ha poi dichiarato il capogruppo di Adesso Trieste Riccardo Laterza - ha detto che in 23 anni di amministrazione non gli è mai capitato di vedere una cosa del genere da parte dell’opposizione, è perché in 23 anni nessuno si è mai sognato di prendere una struttura realizzata interamente con soldi pubblici e regalarla interamente, chiavi in mano, a un operatore privato”. “La maggioranza - continua Laterza - dirà che per colpa del nostro ostruzionismo l’asilo di roiano non partirà a settembre, ma queste sono provocazioni pretestuose” poiché la struttura “è attesa dal rione da un quarto di secolo e ha subito una serie di ritardi” e “si è arrivati a ridosso dell’apertura con una proposta inedita e inaccettabile”.

Secondo i consiglieri, l’asilo non avrebbe potuto aprire in ogni caso a settembre e, nella stessa delibera, “c’è scritto che anche con la concessione servono almeno sei mesi per essere pronti, quindi comunque si parlava dell’anno dopo”. “Sappiamo che dietro le quinte - conclude e ribadisce Laterza - c’è una contrarietà ben più ampia a questa delibera rispetto a quella espressa anche con coraggio dalla consigliera Brandi”.

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