Cronaca

"Assalto" al Rossetti: la Regione vuole la fusione con Udine, ma al "tavolo" non c'è lo Stabile regionale

12.10 - Preoccupazione tra lo staff dello Stabile Regionale: «Nessun rappresentante dell'istituzione è stato invitato»

Baci, abbracci, elogi e ringraziamenti... ma sembrano tanto le "Idi di marzo". A differenza di Cesare, Antonio Calenda e il Politeama Rossetti, di cui è ancora Direttore fino alla fine di settembre, non hanno ricevuto coltellate con armi vere, ma forse qualcosa di peggio, cioè le stilettate della politica.

È notizia di ieri, sul Messaggero Veneto, che lo scorso sabato, cioè tre giorni prima della presentazione della nuova stagione teatrale dello Stabile Regionale (lo scorso martedì 9 settembre), si sia tenuto un incontro sul futuro del settore teatrale regionale, nel quale si è parlato di una fusione tra il Rossetti e il Css di Udine. Un'iniziativa lodevole si potrebbe pensare: in vista del nuovo scenario normativo, unire le forze potrebbe essere una soluzione. Ma questo è possibile solo se gli interlocutori sono tutti d'accordo... o almeno presenti.

Proprio questo è l'aspetto più "inquietante" della faccenda: al di là del sindaco di Trieste Roberto Cosolini (il Comune è uno dei soci del Politeama) non c'era nessun altro rappresentante del teatro, né il Direttore, né il Presidente, né membri del consiglio d'amministrazione. Insomma è come se si fosse voluto lavorare alle spalle dello Stabile regionale.

Come ovvio, in seguito a questa notizia, lo staff del teatro è molto preoccupato: «A seguito delle recenti notizie apparse sulla stampa regionale (Messaggero Veneto del 12 settembre u.s.) in merito a una ventilata fusione fra Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e CSS di Udine, di cui si sarebbe discusso in una riunione di vertice a Udine, alla quale pare non sia stato invitato alcun rappresentante del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, il personale di detto Teatro Stabile esprime la più viva preoccupazione per il futuro dell'Istituzione - spiega in un comunicato stampa lo staff dello Stabile -. Pur apprezzando molto lo sforzo che si sta facendo sul piano politico per individuare il posizionamento dei teatri nel nuovo assetto normativo, il Personale del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia auspica che il nuovo Direttore sappia preservare l'autonomia dell'Istituzione, nel rispetto dei 60 anni d'attività svolta sul territorio nazionale, della città di Trieste, della regione tutta. Il Personale è convinto - conclude il comunicato - che il Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Milo? Budin, saprà rappresentare queste istanze presso le adeguate sedi istituzionali e che saprà garantire i livelli occupazionali e la stabilità della sede, nonché i livelli di contribuzione pubblici e privati attuali, nell'ottica del nuovo assetto normativo, e ribadisce la piena fiducia nel suo operato».

Utlimo aspetto da sottolinerare è il presunto rilancio che il Politeama Rossetti potrebbe ricevere dalla fusione con il Css: va ricordato che la scorsa stagione lo Stabile del Friuli Venezia Giulia ha chiuso con cifre da record per quanto riguarda le presenze, attestate oltre le 170 mila, ma anche per quanto riguarda il prestigio internazionale, due su tutte The Illusionists (unica città italiana) e Cats (prima nazionale a Trieste e poi solo a Milano).

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