menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia: 25 aprile, non lo Possiamo Festeggiare

Non possiamo festeggiare il 25 aprile.E' la decisione assunta dall'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia secondo la quale "la festività nazionale per ricordare la liberazione dal fascismo e dal nazismo, nella Venezia Giulia...

Non possiamo festeggiare il 25 aprile.
E' la decisione assunta dall'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia secondo la quale "la festività nazionale per ricordare la liberazione dal fascismo e dal nazismo, nella Venezia Giulia, diversamente che nel resto del Paese, ha coinciso non con la liberazione bensì con una brutale occupazione delle truppe comuniste del maresciallo Tito".

"Che la volontà non fosse quella di liberare Gorizia dalle truppe naziste bensì quella di annettere alla Jugoslavia il Friuli Venezia Giulia sino al Tagliamento, con il benestare di Togliatti, era evidente e dichiarata - ha spiegato l'Anvgd -. Se non fossero entrate le truppe titine, infatti, sarebbero entrate quelle neozelandesi, che invece furono rallentate dai titini proprio per poter vantare diritti di occupazione al tavolo dei vincitori". "Per snazionalizzare rapidamente Gorizia e per soffocare sul nascere ogni tentativo di ribellione dal 2 maggio iniziò il rastrellamento di tutti coloro che potevano rappresentare un pericolo per le aspirazioni annessionistiche di Tito. Tra questi la burocrazia goriziana e chi aveva manifestato con eccessivo entusiasmo la propria italianità - ha proseguito l'associazione -. 665 furono i goriziani che pagarono con la deportazione e la vita - a guerra finita dopo il 25 aprile - il loro amore per Gorizia e l'Italia.
Questo rappresenta per i goriziani e per tutti i giuliani il 25 aprile, e non certo la liberazione, che invece avverrà dopo i cosiddetti "quaranta giorni di terrore".
Al di là della data, l'Anvgd "é assai vicina a chi festeggia la liberazione da regimi (nazista, fascista, comunista) che si sono imposti e mantenuti con soprusi e violenze. Siamo vicini a quegli eroi che in tutt'Italia hanno liberato il suolo patrio da questi regimi, condannando invece chi ha imbracciato il fucile non per liberarci bensì per sottoporci ad un regime diverso".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

"Brodo brustolà", antica ricetta della tradizione contadina triestina

social

Porzina con senape e kren: la ricetta della tradizione triestina

social

"Paga per sbloccare il pacco": la nuova truffa via sms

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TriestePrima è in caricamento