Dagli anni '90 alla prima asta senza pubblico in sala: la storia di Stadion

Gli anni d'oro del collezionismo, la situazione di oggi e le aste prima e dopo il Covid 19: Princivalli ci racconta i trent'anni nella culla dell'antiquariato - e non solo - di Trieste

Foto Aiello

Stadion quest'anno spegne 30 candeline. Un traguardo importante che la casa d'Aste triestina aggiunge a quelli che ha raggiunto in tutti questi anni. Tra le aste più importanti, infatti, ricordiamo gli acquarelli di Hitler, le lettere di Napoleone, bellissime collezioni di vetri di Murano e, nel 1997, quella dell'asta del castello di Duino che ha portato a Triste collezionisti da tutto il mondo. Una storia fatta di bellezza e oggetti unici e rari, diventata realtà grazie a Furio Pricivalli, antiquario triestino con una passione genetica per i dipinti del XIX e XX secolo. 

La storia

"Mio padre lavorava per il Lloyd ma era anche un grande collezionista - ci ha raccontato il direttore Princivalli -, sono cresciuto circondato da quadri e artisti. All'età di 16 anni ho iniziato a lavorare in un negozio di antiquariato per pagarmi le moto, poi, invece di scegliere il mondo delle assicurazioni, ho scelto questo mondo. Ed è una scelta che rifarei altre mille volte".  "Per diversi anni ho organizzato mostre nel mio  negozio in via Mazzini "Il giardino". Ricordo bene quel periodo, la gente si "uccideva" per comprare opere" ci ha detto con un po' di malinconia. Infatti l'età d'oro del collezionismo sembra sempre più lontani: "C'è stato un calo drastico anche in questo settore. Oggi i giovani non sono più interessati, anche se oggi i prezzi sono abbordabili: questo fattore ci ha fatto perdere la clientela dai 30 ai 40 anni. C'è un ragionamento diverso, una mentalità diversa. Credo che il motivo sia legato al fatto che non si conosca bene questo mondo". Fortunatamente, però, ci sono ancora cacciatori di bellezza: "Abbiamo molti acquirenti in Italia, Russia, Ucraina e Belgio. Poi c'è la Cina: i collezionisti cinesi sono sempre presenti quando trattiamo oggetti orientali".

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Le aste pre Covid 19

Il Coronavirus ha certamente colpito anche questo settore. Ma come funzionavano le case d'aste prima della pandemia? "Noi abbiamo sia una sezione dedicata alla vendita diretta, lo showroom, sia la parte dedicata alle aste. L'aspetto più importante di queste ultime è ciò che viene prima, ovvero il pre asta, dove i collezionisti vengono a vedere gli oggetti in una mostra dedicata. E' lì che il cliente analizza le condizioni dell'oggetto desiderato e ci richiede le informazioni necessarie, così da arrivare all'asta preparato. Il grande lavoro dietro le quinte è questo" Segue il momento dell'iscrizione e l'effettivo inizio dell'asta e delle offerte, da fare con la paletta, ricordando che il 25% va alla casa d'Aste. Alla partecipazione in sala si affiancano anche quelle telefoniche e quelle online.

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La prima asta senza pubblico in sala

Oggi Stadion si sta preparando ad una data storica: il 19 giugno, dopo 30 anni, ci sarà la prima asta in diretta senza pubblico in sala. Una novità introdotta a causa dell'emergenza sanitaria che però darà la possibilità sia ai clienti che alla stessa casa d'aste di testare nuove metodi di partecipazione all'asta. Oltre alle telefonate e le offerte scritte, iscrivendosi per tempo sul sito della Stadion si potrà partecipare all'asta in diretta facendo offerte dal proprio computer. Tra i lotti più importanti e prestigiosi una coppia di dipinti del pittore Luca Carlevarijs padre del vedutismo italiano e maestro del Canaletto.

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