Cronaca

Nuove "armi" contro l'emicrania: da Asugi parte uno studio farmacologico nazionale

Lo studio, che coinvolgerà una decina di pazienti, è condotto dal dottor Granato della Clinica Neurologica dell'Asugi per testare l'efficacia del primo anticorpo monoclonale sviluppato per prevenire l'emicrania

Prende il via lo studio farmacologico osservazionale sull'emicrania, finanziato dalla Società Novartis Farma S.p.A. e condotto da Asugi, intitolato “Italian National study on quality of life and healthcare impact in a real-World ERenumAb treated migraine population (New Era study)”. 

Lo studio, che coinvolgerà una decina di pazienti, è condotto dal dottor Antonio Granato della S.C. (UCO) Clinica Neurologica dell'Asugi e ha l’obiettivo di valutare l’effetto di erenumab [Erenumab è il primo anticorpo monoclonale sviluppato per prevenire l'emicrania mediante il blocco del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP, Calcitonin Gene-Related Peptide), il quale svolge un ruolo critico nella malattia] sulla qualità di vita e la disabilità correlate all’emicrania in un contesto real-world. 

La novità del trattamento con questo farmaco innovativo, che è già in commercio, consiste nella possibilità di avere a disposizione un ulteriore farmaco per la prevenzione degli attacchi di emicrania con la conseguenza, per il paziente, di poter dilazionare i tempi di trattamento. Inoltre la molecola della quale si vuole verificare il beneficio rispetto a un miglioramento della qualità della vita nel cosiddetto "mondo reale" è un anticorpo monoclonale. Tuttavia, in altri settori si stanno avviando studi che utilizzano le cosiddette PROMs a verifica degli outcome che tengono conto anche del punto di vista dell'utilizzatore.

Asugi svolge attività di ricerca attraverso l’individuazione di innovazioni clinico-assistenziali, lo sviluppo dei rapporti e delle collaborazioni con il settore Bio HighTech ed il cluster ricerca avanzata della Regione Friuli Venezia Giulia, le azioni di networking e cooperazione con Istituti ed Enti di ricerca nazionali ed internazionali (Università di Trieste, altre Università, Direzioni regionali, ecc.) anche in previsione dello sviluppo di studi collaborativi internazionali ed in collaborazione con analoghe funzioni svolte presso Enti o strutture centrali del Sistema Sanitario Regionale o del “Sistema di ricerca Trieste”.

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