La disperazione di due anziani e il figlio disabile "bloccati" in casa senza ascensore

Situazione insostenibile in un condominio Ater in via Grego per una coppia di anziani. La signora Maria e suo marito sono costretti a fare diversi piani di scale per accompagnare il loro figlio disabile al lavoro. Vane le richieste d'aiuto

"Siamo qui dal 1967 e dopo 28 anni abbiamo deciso di riscattare la casa. A quel tempo eravamo giovani e non avevamo un figlio disabile. Ora è tutto diverso". Comincia così la storia di Maria, 77 anni, che, assieme al marito di 81 anni, ed un figlio disabile di 49, vive nelle case Ater di via Grego, una strada a fondo cieco nel rione di Borgo San Sergio. Ed è davvero tutto diverso, oggi.

Sono molti i piani senza ascensore che la coppia deve fare ogni giorno per normali esigenze e per portare il figlio al lavoro. Vivono al quarto piano ma, precisa la Sig. Maria, "ci sono così tante scale che sembra di stare al sesto". In aggiunta, ci sono anche quelle di servizio per raggiungere il condominio. E non parliamo di due o tre scalini, ma 80. 

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"Sono anni che chiediamo all'Ater di installare un ascensore, o perlomeno di mettere uno scivolo fuori come ausilio. Ci rispondono 'se non vi va bene cambiate casa', ma alla nostra età, come si fa?". "Non chiediamo molto, ma solo un sostegno. D'altronde - spiega - ci sono anche delle norme sull'abbattimento delle barriere architettoniche che tutelano e favoriscono le persone disabili e nel nostro portone ce ne sono ben due. Proprio qualche giorno fa a Muggia è stato fatto questo tipo di intervento: in un anno, in un condominio Ater con problematiche simili, è stato installato l'ascensore. Perché qui no? Intanto noi paghiamo le spese per la manutenzione".

Una situazione complicata

"E' una situazione difficile e di problematiche ce ne sono anche altre. Dalle buche e le strade sconnesse, alle auto che parcheggiano lungo la strettoia che collega una casa all'altra. Recentemente mio marito ha avuto un infarto e i soccorsi hanno avuto estrema difficoltà ad intervenire. Abbiamo chiesto di mettere un divieto. Nemmeno questa richiesta è stata ascoltata". "Mi sento sola - ha concluso la signora - e ci sentiamo veramente isolati".

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