Il piccolo Kris è a casa: il lieto fine dopo oltre tre mesi di cure negli Stati Uniti

Il bimbo affetto da atrofia spinale di tipo 1 era stato protagonista di una battaglia che TriestePrima aveva lanciato attraverso l'appello dei suoi genitori, pubblicato lo scorso settembre. I tre milioni di euro raccolti in una sola settimana, il volo a bordo di un aereo privato, le cure e il rientro in Europa. Tutte le tappe di una storia straordinaria

"Senza di voi non ce l'avremmo fatta. Abbiamo finito il trattamento negli Stati Uniti e ora finalmente siamo a casa". Il piccolo Kris Zudich è rientrato in Europa dopo il periodo di cure ricevuto in una clinica della California dove era volato il 6 novembre scorso. Al bimbo di neanche due anni era stata riscontrata l'atrofia spinale di tipo 1, una malattia rara trattabile esclusivamente attraverso la somministrazione del Zolgensma, farmaco in commercio solo negli Stati Uniti. 

"Costa due milioni di euro e c'è solo negli Usa", l'appello disperato della famiglia

L'appello e l'inizio della vicenda

Alla fine di settembre attraverso TriestePrima era stato lanciato l'appello dei genitori. "Il farmaco costa due milioni di dollari e c'è solamente negli Usa" questo il grido d'aiuto di Ana e Matteo, madre e padre del piccolo Kris. In meno di una settimana dall'annuncio la comunità del Friuli Venezia Giulia e della vicina Slovenia (Kris infatti abita a Capodistria ndr) aveva donato oltre tre milioni di euro. Alla raccolta fondi avevano partecipato molti personaggi dello sport e dello spettacolo come il giornalista di Sky Sport Paolo Condò, la campionessa triestina Silvia Stibilj, la squadra di di calcio slovena del Domzale, l'asso del basket Luka Doncic, l'arbitro internazionale di calcio Damir Skomina e molti altri. 

Tre milioni di euro in una settimana, la raccolta fondi che ha battuto ogni record di solidarietà

Il volo negli Stati Uniti a bordo di un aereo privato

Alla grande solidarietà del mondo dello sport si era aggiunto anche il messaggio del presidente della repubblica slovena Borut Pahor e l'interessamento del magnate serbo Miodrag Kostic, titolare della holding agroalimentare MK che aveva messo a disposizione il proprio aereo privato per portare Kris oltre oceano. Una volta arrivato negli Stati Uniti, il bimbo era stato subito sottoposto ad alcuni esami specifici e il 21 novembre gli era stato somministrato il farmaco. 

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Il volo da Lubiana a bordo dell'aereo privato di un magnate serbo (VIDEO)

I tre mesi di osservazione e il ritorno a casa

Durante il periodo negli Stati Uniti, anche la stella Nba Goran Dragic aveva voluto testimoniare il suo affetto verso Kris. Infine, dopo il necessario periodo di tre mesi durante i quali è stato tenuto sotto osservazione da parte del dotor Perry Shiehu, la notizia del rientro in Europa giunta ieri 25 marzo. "Ringraziamo di cuore tutti quelli che hanno dato una mano e un supporto" hanno scritto i famigliari di Kris. "Grazie a Larissa Štoka, Miodragu Kostic a cui tutti e tre saremo per sempre grati per tutto l'aiuto e il sostegno". Subito dopo gli "eccellenti" risultati degli ultimi esami del sangue, come scrive la famiglia, la speranza è che "questo periodo sia presto solamente un brutto ricordo. Senza di voi non sarebbe stato possibile tutto questo, grazie con tutto il cuore". 

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