Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Atti vandalici al Santuario di Monte Grisa, Dalmati: «Ripicca dopo parole del Vescovo»

Lo rileva in una nota la Fondazione dalmata Rustia Traine

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima
 

La Fondazione dalmata Rustia Traine esprime l’indignazione dei Dalmati per gli atti vandalici perpetrati ai danni del Santuario di Monte Grisa di Trieste all’indomani della benedizione degli altari di Zara, Fiume e Pola, dell’inaugurazione del memoriale dei Dalmati e della processione della Vergine sul ciglione carsico per la benedizione di Trieste, dell’Istria e del Mare adriatico, portata a spalla dai giovani della Congregazione di San Girolamo dei Discendenti delle Famiglie nobili e patrizie e degli Uomini illustri di Dalmazia.

La grande affluenza del popolo nella cerimonia di domenica scorsa e la presa di possesso degli esuli del Tempio loro dedicato per esaudire un voto dell’Arcivescovo di Trieste e Capodistria mons. Santin di dedicare alla Madonna una chiesa se avesse protetto la città di Trieste allora invasa dai partigiani di Tito ha evidentemente irritato quanti ancora difendono gli jugoslavisti ed i comunisti di Tito, nonché una nota loggia massonica che credeva di aver screditato il Tempio denominandolo “el formagin”, nonostante si tratti di un’opera d’arte moderna edificata con criteri matematici algebrici e geometrici di grande attualità e di grosso spessore spirituale ed artistico.

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