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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Attivo da Oggi a Cattinara il Neuronavigatore per Studiare meglio la Salute dei Movimenti

Inaugurata oggi, nella sede della Neurofisiologia clinica della Clinica neurologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali riuniti di Trieste il nuovo neuronavigatore.La strumentazione, donata dalla Fondazione CRTrieste, consentirà di...

Inaugurata oggi, nella sede della Neurofisiologia clinica della Clinica neurologica dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali riuniti di Trieste il nuovo neuronavigatore.
La strumentazione, donata dalla Fondazione CRTrieste, consentirà di posizionare nel modo più corretto, attraverso le coordinate spaziali stabilite per esempio con una risonanza magnetica o una Tac, lo stimolatore magnetico utilizzato per lo studio della trasmissione degli impulsi nervosi motori.
Gli accertamenti e gli studi per cui la Neurofisiologia clinica si è già distinta, eseguiti finora con sistemi manuali, potranno così trovare nuovi sviluppi.
Il macchinario è l'unico al momento attivo negli ospedali del Friuli Venezia Giulia.

Il campo cui si applicherà il nuovo neuronavigatore è molto complesso.

Negli ultimi anni, oltre alla registrazione passiva dell'attività elettrica cerebrale ottenibile con l'elettroencefalogramma, anche grazie ai progressi della tecnica, vengono usate metodiche nuove e più sofisticate: i cosiddetti "potenziali evocati" che misurano la funzionalità del sistema nervoso.

A questo scopo si attiva una via nervosa con uno stimolo adeguato e si osserva come e in quanto tempo lo stimolo arriva a destinazione.

"L'esempio più semplice - spiega Fabrizio Monti, responsabile della Neurofisiologia clinica - è nell'acquisizione dei potenziali evocati visivi; si stimola la retina, per esempio con uno schermo tv a scacchi, e si osserva quanto tempo dopo arriva lo stimolo alla corteccia cerebrale visiva (in generale dopo 70 millisecondi). Lo stesso vale per le vie acustiche o per quelle sensoriali".

"Ma si possono acquisire - continua - anche i potenziali evocati motori. In questi casi si stimola con un impulso magnetico, non pericoloso né doloroso, la corteccia motoria e si osserva quanto tempo dopo si contrae un muscolo. Sono indagini di fondamentale importanza nello studio delle cosiddette vie lunghe: ad esempio nelle patologie demielinizzanti (sclerosi multipla, polinevriti), in quelle traumatiche (lesioni del midollo) ma anche in alcune gravi patologie nervose (tra cui la sclerosi laterale amiotrofica). Inoltre è di primaria importanza nello studio delle funzioni corticali superiori come le aree di associazione, ovvero di quelle aree del nostro cervello deputate a dialogare l'un l'altra.

In fine sará di utilitá anche nella applicazione della stimolazione magnetica ripetitiva a scopi terapeutici, un campo, in particolare nelle cefalee, nell'epilessia e nelle malattie extrapiramidali, in rapido e promettente sviluppo".

Individuare i punti in cui stimolare i centri motori centrali non è però semplice e soprattutto non è facile ritrovare lo stesso identico punto nelle diverse prove che si succedono nel corso del tempo. La precisione è d'altronde fondamentale, se si tiene conto che il cervello distribuisce tutta l'area motoria di un lato del corpo in un'area di appena 4-6 centimetri: sbagliare il punto di solo mezzo centimetro può dunque significare stimolare la zona della mano anziché quella di un piede.

Il compito del neuronavigatore è proprio quello di fornire un'identificazione certa dei punti da stimolare sulla base delle indicazioni fornite da Tac o Risonanza magnetica.

"Il nuovo neuronavigatore donato dalla Fondazione CRTrieste - sottolinea il direttore generale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Trieste Francesco Cobello - arricchisce in modo significativo il parco tecnologico dei nostri ospedali.

Si tratta di un'acquisizione che consente di migliorare ulteriormente gli standard di qualità delle nostre attività. Con questa donazione, che sottolinea la valenza strategica della collaborazione tra il pubblico e il privato, la Fondazione ribadisce il suo ruolo di supporto attento e importante per il mondo sanitario triestino".

La strumentazione si aggiunge infatti alle altre che la Fondazione CRTrieste ha donato negli ultimi anni agli Ospedali Riuniti di Trieste: il sistema microcolor doppler intraoperatorio, flussometro sistema Transonic, generatore di miscela per ozonoterapia (Neurochirurgia); il sistema integrato per l'elettrochirurgia (Prima chirurgica); il sistema di monitoraggio (Medicina d'urgenza); la colonna laparoscopica e le strumentazioni video (Chirurgia generale); il simulatore di paziente SimMan 3G (dipartimento di Emergenza e accettazione) e il Ph-impedenzio-manometro (Gastroenterologia).

"La Fondazione CRTrieste, in considerazione dell'importanza delle applicazioni della strumentazione che consentirà di migliorare le tecniche diagnostiche e terapeutiche all'interno del reparto di Neurofisiologia clinica di Trieste, ha voluto sostenere le spese di acquisto della strumentazione, donandola poi agli 'Ospedali Riuniti'- afferma Renzo Piccini, vicepresidente del cda della Fondazione CRTrieste. La Fondazione conferma così il proprio costante impegno per il miglioramento dei servizi per la salute dei cittadini".


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