Cronaca

Burlo polo di attrazione per pazienti e professionisti: alti obiettivi per il nuovo Atto aziendale

L'organizzazione modificata e integrata con l'obiettivo di costruire la rete pediatrica regionale

Costruire concretamente la rete pediatrica regionale, affinché sia garantito lo stesso, elevato livello di salute a tutti i bambini, gli adolescenti e le donne della Regione Friuli Venezia Giulia e sviluppare il proprio ruolo nella rete assistenziale e scientifica nazionale e internazionale rappresentando un polo di attrazione per pazienti e professionisti. Sono questi gli alti obiettivi dell’IRCCS Burlo Garofolo, l’ospedale delle mamme e dei bambini del Friuli Venezia Giulia che nei giorni scorsi ha visto approvare dalla Regione e dal Ministero della Salute il proprio Atto Aziendale.
 
Il documento che definisce identità, ruolo e valori dell’Istituto, è stato approvato a meno di dieci giorni dal compimento del 160esimo anno di attività del Burlo, uno dei primi ospedali pediatrici d’Europa.
 
DALLA SANITÀ ALLA SALUTE – Nell’Atto Aziendale del Burlo viene espresso un concetto programmatico, che riguarda l’essenza dell’Istituto e il suo ruolo: occuparsi di sanità mantenendo l’eccellenza nella cura e, accanto a questo, focalizzarsi sulla salute: «Affermare un simile concetto – spiega il Direttore Generale Gianluigi Scannapieco – significa di fatto porre l’attenzione ai bisogni dei bambini e delle famiglie anche al di fuori dell’ospedale, sul territorio, dove le patologie hanno origine e dove devono essere prevenute. Per raggiungere un simile obiettivo è necessario lavorare in sinergia con tutto il sistema sanitario e sociale regionale, guardando in prospettiva e al futuro e pianificando azioni rivolte ai bambini e alle famiglie di oggi e, soprattutto, a quelle di domani».
 
IL RUOLO – L’Atto aziendale si focalizza attorno a un punto centrale, quello di creazione della rete pediatrica regionale, ovvero l’obiettivo di garantire l’accesso alle attività erogate sviluppando modalità organizzative moderne, in grado di permettere ai professionisti di collaborare a distanza o di spostarsi sul territorio. Tre le modalità individuate: oltre a quella tradizionale di spostamento dei pazienti dalla Regione al Burlo, la possibilità per i medici di gestire i pazienti nelle strutture di rete, spostando i professionisti del Burlo, e, infine, spostare le informazioni attraverso procedure di telemedicina.

«Se la prima modalità, lo spostamento dei pazienti – ha spiegato il Direttore Generale Scannapieco – è rodata, l’obiettivo futuro è quello di potenziare le altre due: far sì che i nostri medici collaborino, spostandosi in un’ottica di rete nelle strutture ospedaliere e territoriali di tutto il FVG, e potenziando i sistemi informatici affinché telemedicina e teleconsulto siano strumenti consolidati. Un simile approccio nasce per ridurre la variabilità dell’assistenza e allineare le competenze su standard di eccellenza».
 
L’INNOVAZIONE GESTIONALE – Tra gli elementi di novità dell’Atto Aziendale, la volontà di promuovere l’innovazione gestionale, attraverso lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi di erogazione delle prestazioni sanitarie: «La gestione, il management sanitario è strategico – ha commentato ancora il direttore generale: si tratta di un elemento di continua innovazione, ricerca e sviluppo che può fare la differenza per i pazienti. Individuare nuove strategie, nuovi modi di erogare le prestazioni, utilizzando procedure al passo con i tempi è un impegno che ci assumiamo con sempre maggiore dedizione, proprio in un’ottica di rete regionale».
 
RICERCA – L’Atto Aziendale sancisce anche la piena integrazione all’interno del Burlo tra Ricerca e Assistenza: «La ricerca sanitaria, è elemento fondamentale per garantire ai cittadini una sanità rispondente ai reali bisogni di salute, assistenza e cura – ha commentato il Direttore Scientifico dell’Irccs Burlo Garofolo, Fabio Barbone – e al Burlo tutti devono concorrere a fare Ricerca attraverso lo sviluppo di nuove conoscenze o fornendo soluzioni a problemi specifici e concreti in una visione di collaborazione con gli operatori del sistema sanitario regionale e di integrazione con i network di ricerca nazionale e internazionale».
 
UNIVERSITÀ – Coerentemente con il Protocollo d’intesa Università-Regione, l’Atto Aziendale del Burlo ribadisce e sviluppa il consolidato rapporto con l’Università di Trieste, garantendo l’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca nell’area materno-infantile.
 
L’ORGANIZZAZIONE – L’organizzazione del Burlo prevede un modello organizzativo “a matrice”, che prevede Dipartimenti che aggregano strutture complesse e semplici, e l’introduzione di “piattaforme e aree assistenziali” che sono trasversali ai diversi dipartimenti. Cinque i Dipartimenti: Pediatria, Chirurgia, Materno-Neonatale e delle Terapie Intensive, Servizi e Diagnostica avanzata, Gestione tecnico-amministrativa. I Dipartimenti sono internamente organizzati in un totale di 21 Strutture Complesse (SC), di cui 4 “Collegate alla Ricerca” (SCR) e 9 Strutture Semplici Diparimentali (SSD) di cui due collegate alla Ricerca (SSD R). All’attivazione dell’Atto Aziendale seguirà una serie di provvedimenti attuativi, a cominciare dalla nomina dei Direttori di Dipartimento e dall’avvio dei concorsi per la nomina di nuovi Direttori delle Strutture organizzative: nel dettaglio si completeranno per prime le nomine dei direttori delle SC di Oculistica e di Chirurgia Pediatrica. 
 

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