Cronaca

Dal teatro all'Università alle serie Tv, la storia dell'attore Andrea Germani: "Così ho affrontato la chiusura dei teatri"

Storie di resilienza, triestini che affrontano la crisi pandemica reinventandosi e uscendone più forti: tra questi l'attore della compagnia stabile del Rossetti, che con il blocco delle attività teatrali in presenza è stato scritturato in due importanti serie Tv e ha iniziato un percorso accademico: "Ora voglio difendere i diritti degli studenti e degli attori"

Foto: Azzurra Primavera

Trasformare la crisi in un'opportunità: una sfida che non a tutti è riuscita durante la crisi economica causata dal Covid, un dramma che continua a riempire i giornali di storie tragiche, tra attività in fallimento e dipendenti senza lavoro da mesi. Tra questi il comparto dello spettacolo e gli attori di teatro, che hanno subito la forzata e interminabile chiusura di tutti i sipari d'Italia. Ciononostante, a volte, la versatilità dell'artista ha aiutato questi professionisti ad essere creativi e resilienti e alcuni di loro, come il triestino Andrea Germani, membro della compagnia stabile del Rossetti, hanno intrapreso altre strade in attesa delle riaperture di questi giorni e, come in questo caso, possono dire di essere ritornati in scena con una maggior consapevolezza e nuove »carte« da giocare, in una partita che per quasi tutti si preannuncia imprevedibile e dagli esiti incerti. 

Oltre ad aver iniziato un percorso accademico ed essere stato eletto tra i rappresentanti del consiglio di dipartimento della facoltà di giurisprudenza, Germani è stato ora scritturato in un'esclusiva serie che sarà girata in luglio sempre nel capoluogo giuliano (sulla quale vige ancora il riserbo da contratto), e la fiction »Doc – Nelle tue mani«, con Luca Argentero. Continua inoltre, con rinnovato affiatamento, il lavoro con il Rossetti. 

Andrea ci ha raccontato la storia dal principio, da quando l'ombra del Covid ha iniziato a oscurare sogni e progetti di un teatro: »era il 25 febbraio dell'anno scorso quando stavamo rappresentato »I Miserabili« a Bologna, e alla fine dello spettacolo hanno annunciato che il teatro avrebbe chiuso. Tornati a Trieste c'è stata un'ultima replica, con pochi e impauriti spettatori in platea, e l'atmosfera era così tetra che alla fine c'è stata una crisi di nervi collettiva. Il presidente Granbassi, appena insediato, ha avuto modo di vedere con quanta passione lavoriamo e ha preso ulteriormente a cuore le sorti di questo teatro. Da quel momento ci siamo messi a cercare una strategia per il futuro, con la difficoltà della situazione che cambiava ogni giorno, senza protocolli chiari dal Ministero. Una situazione di stallo che perdura ancora e porta noi attori a chiederci se potremo ancora vivere di questo mestiere«.

Capita a volte che quando la vita stravolge la routine quotidiana ci si trovi a porsi domande sul futuro e sul presente, imboccando delle strade alternative. Da qui la decisione di Germani: iscriversi all'Università. »Ho scelto giurisprudenza perché è una facoltà che rende consapevoli dei propri diritti e viene richiesta per poter accedere ai ruoli dirigenziali. Inoltre in questo paese i titoli sono importanti anche solo per far sentire la propria voce. Una situazione di emergenza come questa ha sempicemente scoperchiato un vaso di Pandora, perché la situazione nei teatri è piena di criticità e di precariato. Fortunatamente il Rossetti è uno dei pochi teatri ad avere una compagnia stabile che dà certezze ai suoi attori, anche anticipando la cassa integrazione, ma siamo una rarità. Mi piacerebbe, un giorno, potermi trovare nella condizione per cambiare le cose e in questo senso una laurea è indispensabile«.

La scoperta di questa nuova vocazione procede comunque parallelamente con la professione originaria di Andrea, che prosegue non solo in teatro ma anche con le serie Tv. Secondo Germani, anche in questo la nuova situazione mondiale è stata determinante: » con le nuove regole anti contagio le case di produzione devono sostenere costi molto più alti e hanno iniziato ad aprire ruoli molto interessanti, di solito riservati a volti noti, ad attori meno conosciuti. «. 

»La pandemia – spiega l'attore – ha acceso i fari su una categoria come la nostra e sui suoi inegabili problemi, ma quando ho iniziato i corsi ho potuto sperimentare che anche il mondo dell'istruzione era nel caos, tra didattica a distanza e modalità di esame spesso incerte. Trovandomi con studenti molto più giovani di me (ho 38 ani) capitava che mi chiedessero consigli e così ho deciso di entrare nella lista studentesca Autonomamente per poter far valere i loro diritti in una forma più ufficiale«.

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