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Domenica, 16 Giugno 2024
Disabilità / S. Vito - S. Andrea / Viale Romolo Gessi

"Aumentano le violenze sui minori disabili"

Lo ha segnalato il direttore del Tribunale dei minori a margine di una conferenza stampa sul tema della disabilità: "Aumento del 10 - 15 per cento a partire dalla pandemia. Difficile gestire il problema, i ragazzi spesso non sanno identificare il colpevole"

TRIESTE - Le violenze psichiche e materiali ai minori affetti da disabilità sono aumentate del 10 - 15% negli ultimi anni, soprattutto con la pandemia, di cui stiamo ancora vedendo i postumi”. Lo ha dichiarato il direttore del Tribunale dei minori e candidato alle elezioni regionali con il Movimento 5 Stelle Alessandro Danieli a margine di una conferenza stampa sulla disabilità organizzata dall’Aias nel comprensorio di villa Haggiconsta (ex sede del Centro educazione motoria, ora fatiscente). Il problema di queste violenze, ha spiegato Danieli, “è difficile da gestire perché nelle famiglie con disabili questi ragazzi a volte non riescono a individuare il responsabile e il Tribunale ha difficoltà ad attuare delle misure”.

Il drammatico fenomeno, concentrato soprattutto sulle famiglie meno abbienti, ha avuto un incremento con la pandemia, perché “ha concentrato le problematiche della famiglia a livello esponenziale - spiega il direttore del Tribunale dei minori -. Inoltre i fatti non vengono alla luce oggi ma ci vogliono conoscenze e procedure che richiedono uno o due anni, quindi vediamo oggi i risultati di ciò che la pandemia ha fatto”.

Alla conferenza stampa odierna hanno partecipato i rappresentanti dell’associazione Aias tra cui la presidente Claudia Marsilio. Al dibattito sono stati invitati i candidati alle prossime elezioni regionali e sono intervenuti molto rappresentanti delle forze di opposizione, che hanno presentato le loro proposte. Assenti i candidati della maggioranza. Nell’incontro è stato lamentato il fatto che “in campagna elettorale la disabilità è un argomento dimenticato”, e sono state evidenziate alcune criticità nel mondo della disabilità a Trieste. Tra queste, “l’assenza di un punto unico socio-educativo-assistenziale-sanitario”, un “servizio pubblico quasi inesistente, perché da anni il Comune affida i servizi alle cooperative e alle associazioni”.

Intervenuta anche la madre di un uomo di 46 anni affetto da autismo: “A Trieste, finite le scuole, i disabili sono abbandonati alle famiglie, e quando un genitore resta solo, come me, deve occuparsi di tutto. Mio figlio ha una piccola pensione dal padre, ma a parte quello dobbiamo arrangiarci fino all’ultimo centesimo”. “Mio figlio ha anche esposto dei quadri - ha continuato la signora -, ora non si trova un operatore che insegni a dipingere, nei centri diurni non si fanno queste attività e non c’è nessun ricreatorio per persone come lui. E' come se a 18 anni questi ragazzi non fossero più autistici ma hanno ancora bisogno di aiuto”.

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