Cronaca

Ausonia, Giancarlo Carena è il nuovo presidente

Numero uno di CNA e presidente dell’Agricola Monte San Pantaleone

È Giancarlo Carena, numero uno di CNA e presidente dell’Agricola Monte San Pantaleone, uno che della valorizzazione dei luoghi ha fatto la sua missione di vita, come dimostra il roseto del Parco di San Giovanni e tutte le attività che lì sono sbocciate, da Horti Tergestini a Rose Libri Musica e Vino solo per citarne un paio, il nuovo presidente del Consorzio Ausonia, realtà che raggruppa nove cooperative sociali che nel 2005 (allora le cooperative erano tredici) parteciparono a un’asta fallimentare e salvarono lo storico stabilimento balneare investendo coraggio, energie e, elemento non irrilevante, oltre 2 milioni di euro per far rivivere un luogo scritto nella storia e nel cuore dei triestini. Il tutto nella consapevolezza, come ribadisce oggi il neo presidente, «che la valorizzazione delle persone, principio cardine della cooperazione sociale, passa attraverso la valorizzazione dei luoghi, soprattutto di quelli come l’Ausonia che possono essere un’occasione e uno spazio di incontro, di confronto e di convivenza. La cooperazione sociale — Carena ne è assolutamente convinto — può essere un formidabile strumento di coesione sociale».

Lo stabilimento di riva Traiana, quello che consente ai triestini di poter dire davvero di avere il mare in tasca e di poterne usufruire nella pausa pranzo o a fine giornata, terminato il lavoro, grazie anche a un’offerta mirata che non si ritrova in altri bagni cittadini, è da sempre un posto che mette d’accordo giovani e meno giovani e che ha saputo invecchiare senza perdere fascino e smalto: fondamentali in questo senso gli interventi strutturali realizzati dal consorzio in questi tredici anni e che sono il frutto di quell’azzardo iniziale, su cui solo una cooperazione coraggiosa poteva scommettere.

«È fortunata Trieste» continua Carena, approfittando dell’occasione per mandare un messaggio alle istituzioni «a poter contare su una cooperazione di questo tipo: in questi anni ha dimostrato che è possibile fare tante cose con le persone fragili e svantaggiate. Guai a non usarla: rappresenta un patrimonio di passioni e di competenze che potrebbe dare corpo, gambe e testa a quella responsabilità sociale delle imprese di cui tanto si parla e su cui poco si fa». L’Ausonia è la dimostrazione concreta di queste potenzialità (trenta gli addetti impiegati con contratto stagionale, cui si aggiungono persone in borsa formazione lavoro e tirocini), ma anche delle prospettive che si possono coltivare, degli orizzonti a cui si può ambire: l’Ausonia, infatti, racconta il presidente, che nel cda sarà affiancato nei prossimi tre anni da Cristina Cecchini, della cooperativa Croce del Sud, e da Stefano Garbellotto, della cooperativa Duemilauno Agenzia Sociale (le altre cooperative del consorzio sono La Quercia, Lavoratori Uniti F. Basaglia, Interland, la Collina, Confini, Querciambiente), vorrebbe diventare sempre più un contenitore capace di trasformarsi e adattarsi ai vari mesi dell’anno, proponendo un’offerta diversificata ma tutta improntata al ben-essere e all’integrazione sociale dei cittadini, che risulti interessante per tutta la popolazione. È un posto in cui resistono le clanfe, nonostante l’avvento della playstation, ma che può diventare anche uno snodo, un perno, del così detto water front cittadino all’interno di una visione strategica della città. Un obiettivo ambizioso, che tuttavia non spaventa Carena: per chi lavora nella cooperazione sociale le sfide sono pane quotidiano.

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