Cronaca

Autonomie locali, firmato l'accordo per il trasferimento dei dipendenti alle Uti

L'accordo riguarda in modo particolare le modalità di trasferimento e il trattamento economico del personale che sarà riallocato in applicazione della legge regionale, anche nell'ipotesi del recesso di un Comune o dello scioglimento di una UTI

È stato siglato l'accordo per il Riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento delle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI) e riallocazione di funzioni amministrative.

L'atto è stato sottoscritto dalla presidente della Regione, dai presidenti di UPI, ANCI e UNCEM, in qualità di rappresentanti delle parti datoriali e dai vertici delle organizzazioni sindacali di CGIL, CISL, UIL, CISAL e UGL, sia confederali che della Funzione pubblica. 

L'accordo, siglato alla presenza dell'assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin, riguarda in modo particolare le modalità di trasferimento e il trattamento economico del personale che sarà riallocato in applicazione della legge regionale 26 del 2014, anche nell'ipotesi del recesso di un Comune o dello scioglimento di una UTI. 

In sostanza sono state definite una serie di clausole di salvaguardia che riguardano lo spostamento del personale al momento della costituzione delle Uti o nell'ipotesi che essa si sciolga o che uno dei Comuni che ha conferito il proprio personale nell'Unione receda dalla Uti stessa. 

Per la presidente della Regione si tratta di un accordo estremamente importante, frutto di un confronto in alcune fasi anche aspro ma che ha permesso di capire che c'erano margini di convergenza e per il quale ha ringraziato sindacati e referenti delle Autonomie locali.

L'accordo sarà in grado di dare serenità ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali e le stesse amministrazioni locali perché fa chiarezza rispetto a un aspetto delicato ed è un tassello della più generale revisione del comparto unico su cui la Regione sta lavorando. La Regione, ha sottolineato la presidente, è consapevole che vada data attuazione ai termini dell'accordo in quella che sarà la conseguente disciplina organica.

La presidente ha aggiunto che l'accordo potrà essere un buon auspicio per la prosecuzione del confronto sugli aspetti contrattuali, in modo da riaprire una trattativa sul rinnovo salariale che si è interrotta e per la quale la Regione si augura sia possibile trovare una congrua definizione. 

Non è in discussione l'aumento contrattuale, che è un diritto che va riconosciuto e che è fermo da molto tempo, ma va trovata la giusta definizione, ha sottolineato la presidente.

L'assessore Panontin ha da parte sua precisato che l'accordo siglato oggi non definisce nel dettaglio di alcuni aspetti, come ad esempio le modalità del trasferimento del personale di staff delle Province che sia rimasto in servizio presso le amministrazioni provinciali per accompagnare le funzioni residue già precedentemente trasferite alle Uti, ma che la Regione sta definendo con le Province questi passaggi con le massime garanzie.

Unanime la soddisfazione delle organizzazioni sindacali per la sottoscrizione dell'accordo. Giovanni Fania (CISL) ha ricordato come "una volta raggiunto questo accordo ora l'auspicio è che dopo otto anni sia possibile definire il giusto aumento salariale". Mafalda Ferletti (CGIL) ha ricordato che l'accordo, atteso fin dalla nascita della legge sulle Uti, è una prima risposta allo sciopero unitario del 25 maggio scorso ed un passo importante per dare serenità ai lavoratori che saranno trasferiti nelle Uti.

Per Giacinto Menis (UIL) l'atto dà risposte a richieste che vanno nel senso della certezza normativa, della garanzia della continuità contrattuale e della salvaguardia del posto di lavoro. Paola Alzetta (CISAL) ha aggiunto che si tratta di una conquista importante per tutti, non solo per i dipendenti pubblici. Infine, Matteo Cernigoi (UGL) ha ricordato che si tratta di un punto di partenza che sfuma l'iniziale incertezza conseguente al cambiamento innescato dalle riforme e dà garanzia ai lavoratori del pubblico impiego. 

La presidente dell'UPI Maria Bassa Poropat da parte sua ha ricordato che le amministrazioni provinciali hanno dato piena disponibilità nella consapevolezza che quella delle Uti sia una riforma che ha bisogno di buone gambe e quindi del fondamentale apporto dei dipendenti pubblici. 


Nel ricordare come la centralità del Comune sia stata ribadita dalla riforma anche il presidente dell'Anci Mario Pezzetta e quello dell'UNCEM Ivan Buzzi hanno espresso la loro soddisfazione per l'accordo raggiunto

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