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Virus "Febbre del Nilo", Azienda Sanitaria: "Nessuna emergenza a Trieste"

Illustrate questa mattina nella sede del Dipartimento di Prevenzione le linee guida per il monitoraggio sulla presenza della zanzara responsabile del contagio. Lobianco: "Dobbiamo fare sistema tutti insieme per prevenire il fenomeno"

"Dobbiamo basare la nostra azione sul concetto di sistema e sull'atteggiamento positivo che il privato cittadino deve assumere nell'aiutare il Comune in questi casi". Le parole sono dell'assessore con delega alla Risorse Umane e Servizi al cittadino Michele Lobianco il quale è intervenuto durante una conferenza stampa indetta dall'Azienda Sanitaria questa mattina, sul tema del virus "West Nile" o comunemente "febbre del Nilo". "La migliore delle risposte - ha continuato Lobianco - risiede proprio nella collaborazione tra gli enti e i residenti. Non c'è nessuna emergenza e per questo il metodo da utilizzare è quello di fare rete tra tutti gli attori in campo". 

La conferenza

L'incontro è stato organizzato da AsuiTs sulla base delle recenti segnalazioni avvenute in regione. Diverse infezioni del virus "West Nile" infatti sono state registrate in Friuli Venezia Giulia, tra il pordenonese e la bassa friulana fino ad arrivare a Grado. Una persona residente a Trieste ha contratto una possibile infezione (da confermare ndr) tuttavia il focolaio è stato individuato in Veneto e non nella nostra provincia. Riccardo Tominz, responsabile della SC Igiene e Sanità Pubblica dell'Azienda Sanitaria ha spiegato come avviene il contagio. 

Il caso di Grado

La trasmissione del virus

"Il contagio da virus della Febbre del Nilo avviene tramite uccelli selvatici, zanzare e altri mezzi di infezione. Tuttavia dobbiamo rassicurare le persone visto che il contagio non si trasmette da persona a persona. Il virus può infettare anche altri mammiferi, anche se dobbiamo veramente ricordare che Trieste è ancora indenne. Le principali specie di volatili che vengono monitorate sono la cornacchia grigia, la gazza ladra e la ghiandaia: su questi uccelli riusciamo ad avere una buona sorveglianza" ha affermato Tominz. "Sulla zanzare stiamo applicando una sorveglianza entomologica". 

Se una persona viene contagiata

"Cosa succede se ci troviamo davanti ad un caso umano? L'Azienda Sanitaria ha 12 ore di tempo per informare l'igiene pubblica. Questo tempo serve poi per consolidare il sospetto anche per il fatto che ci siamo ritrovati di fronte a diverse segnalazioni che in un primo momento risultavano essere possibilmente positive ed invece si rivelavano successivamente negative" ha affermato Tominz. "Poi la Regione Friuli Venezia Giulia viene immediatamente informata e inizia lo studio degli elementi per capire se l'infezione è autoctona oppure no. Infine, la collaborazione con il Comune è essenziale". 

Riccardi: "Lavorare sulla prevenzione"

La corretta informazione

Isabella Abbona, responsabile del Servizio Disinfezione e Disinfestazione dell'AsuiTs, ha illustrato le misure preventive che i cittadini stessi e le istituzioni devono adottare. "Gli interventi preventivi antilarvali devono essere messi in atto, come pure devono essere trattate le caditoie stradali e le acque ferme; in questo caso il monitoraggio deve essere puntuale perché le acque stagnanti sono a tutti gli effetti focolai di riproduzione. Anche per quanto riguarda i cimiteri - ha continuato la Abbona - il monitoraggio è continuo: i campi santi rappresentano dei veri e propri allevamenti di zanzare e chissà cosa potrebbe succedere se non venissero trattati". Importante è l'aiuto del cittadino. "Solo lui sa come è tenuto il sul giardino, solo lui conosce i posti abbandonati, i sottovasi, gli ornamentali eccetera. L zanzare depongono le uova sulla superficie dell'acqua, nelle grondaie, nei pozzetti di scarico. Senza l'aiuto del cittadino il 60 per cento del lavoro andrebbe perduto. Tuttavia bisogna rimarcare il fatto che non emerge ancora questo desiderio di aiutarsi" ha commentato la Abbona concludendo con l'importanza della divulgazione: "Il materiale informativo, gli opuscoli, le misure preventive e moltissime altre informazioni vengono distribuite negli uffici, tra la popolazione e soprattutto nelle scuole". 

La preoccupazione a Duino Aurisina/Devin Nabrezina 

"Nella nostra zona - ha affermato Walter Pertot, vicesindaco della cittadina carsica - siamo preoccupati per quanto concerne l'area delle risorgive del Timavo, dove le acque potrebbero essere il luogo adatto per la deposizione delle uova di queste speciei di zanzare". Laura Litteri, assessore all'Ambiente e Igiene Urbana del Comune di Muggia ha dichiarato che "un regolamento per le acque stagnanti esiste già anche se non sempre risulta essere semplice il controllo su tutte le zone agricole, dove i privati cittadini raccolgono l'acqua piovana". 

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