Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Il silenzio si rompe: anche nei Balcani arriva il movimento "MeToo"

L'hashtag "NisiSama"(Non sei sola) è nato dopo che l'attrice serba Milena Radulović ha denunciato pubblicamente le violenze subite quando era minorenne dall'allora insegnante di recitazione Miroslav Mika Aleksić

E' stato lungo il silenzio dei Balcani, ma finalmente anche in questi paesi sta sbarcando il Me Too, il movimento contro gli abusi e le violenze sulle donne. A romperlo è stata l'attrice serba Milena Radulovi? (26 anni) che ha denunciato pubblicamente le violenze subite quando era minorenne dall'allora insegnante di recitazione Miroslav Mika Aleksi?. Una notizia che ha destato molto scalpore nell'opinione pubblica serba, figlia di generazioni che hanno da sempre considerato lo stupro un tabù e dove i valori del patriarcato sono molto radicati.

Una reazione a catena

Come riportato da diversi media serbi, tra i quali Danas.rs, Milena ha raccontato di essere stata violentata da Aleksi? quando aveva 17 anni. Una testimonianza che questa volta ha incoraggiato anche altre ragazze a farsi avanti, denunciando l'insegnante per stupro e abuso sessuale. Sono stati ben quindici i capi d'imputazione mossi dal procuratore capo di Belgrado, otto accuse di stupro e sette di molestia sessuale. La vicenda legata "alla scuola degli orrori" è terminata con l'arresto di Aleksi?.

Nisam trazila: leggi l'intervista alle fondatrici

#NisiSama (non sei sola)

Il vaso di Pandora a quel punto si è aperto completamente: con l'hashtag "NisiSama" (non sei sola) è partito un movimento a sostegno delle donne che hanno subito violenze e che ha trovato appoggio in tutti i Balcani occidentali. In poche ore le storie di molestie sessuali hanno cominciato a moltiplicarsi in rete e così le denunce. Su questa onda quattro attrici bosniache e studentesse dell’Accademia delle arti dello spettacolo di Sarajevo, Asja Krsmanovi?, Ana Tikvi?, Nadine Mi?i? e Matea Mavrak hanno dato vita alla pagina Facebook Nisam tra?ila (Non l’ho chiesto io), dove sono state raccolte altre storie di abusi e molestie sessuali. Denunciare è un grande passo verso la libertà, sperando che questo fuoco non si fermi alle copertine dei giornali ma che possa portare un vento di rivoluzione.

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