Bambino senza astuccio a Muggia, il parere del medico: “La medicina è il buon senso”

La lettera del dottor Lorenzo Cociani, Coordinatore Usca Asugi, in merito al caso di cronaca di qualche giorno fa in una scuola di Muggia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del dottor Lorenzo Cociani, Coordinatore Usca Asugi, in merito al caso di cronaca di qualche giorno fa in una scuola di Muggia

Colpisce allo stomaco quanto accaduto alla scuola De Amicis, la scuola della mia Muggia. Non mi permetto di stigmatizzare il comportamento dei docenti, credo tutti capiscano le difficoltà di questo momento, la ripartenza delle lezioni si accompagna a mille dubbi, domande senza risposte chiare ed univoche, scelte scaricate sui dirigenti scolastici, singoli docenti e famiglie. È diffusa la paura di assumersi responsabilità alle quali non si è abituati. Disorienta il susseguirsi di direttive e linee guida sempre più restrittive, non sempre applicabili, a volte irrealistiche.

Non possiamo attenderci però indicazioni sempre chiare sul da farsi, su come ci si debba comportare in tutte le situazioni che ognuno di noi vive nella vita e nel lavoro, perché non c'è nessun libretto delle istruzioni cui poter affidarci.

Affrontiamo una patologia nuova, dal comportamento non completamente prevedibile, per la quale non abbiamo vaccino: non abbia a tutt'oggi terapie specifiche e realmente efficaci, è una pandemia, una patologia infettiva dalla diffusione sconosciuta alle ultime tre o quattro generazioni. La terapia più potente che abbiamo sono la collaborazione e il buon senso, usiamoli.

Collaborazione.

A Muggia, nello specifico, c'è un gruppo di medici di famiglia e una pediatra preparati, disponibilissimi e dalla grande umanità. Il Distretto, con i sui vari servizi, funziona bene come in poche altre realtà. L'azienda sanitaria e il Dipartimento di Prevenzione, nonostante la mole di lavoro impressionante di questi mesi, sono sempre, per quanto possibile, disponibili, come disponibili si sono sempre dimostrati i meravigliosi colleghi delle USCA, le unità speciali create per affrontare l'emergenza Covid, che ho l’immeritato onore di coordinare. Confrontiamoci, collaboriamo, siamo qui, non chiedeteci solo tamponi e certificati, ragioniamo insieme, per il bene dei nostri bambini e ragazzi, e anche degli insegnanti.

Buonsenso.

Ho trascorso, come altri, alcuni mesi, affranto dal senso di impotenza, ad assistere i nostri anziani, vederli ammalare, a volte purtroppo morire, spesso lontano dall'amore delle famiglie, con le quali si susseguivano telefonate piene di tristezza e lacrime, in un clima irreale, la città deserta, le persone rinchiuse nelle proprie abitazioni.

Appena superata la fase critica e drasticamente calati i contagi, abbiamo visto le immagini dei locali e poi le spiagge piene di gente, la "movida", le discoteche incredibilmente riaperte dalle Regioni. Abbiamo ascoltato, e continuiamo ad ascoltare discutibili imprenditori, improbabili manifestanti e politici irresponsabili, alla ricerca di facile consenso, inneggiare a una presunta libertà e alla inutilità di mascherine e distanziamento sociale, il tutto mentre assistiamo, giorno per giorno, a un nuovo ovvio incremento del numero di contagi. 

Ma noi cittadini siamo veramente così? È questo il nostro senso di responsabilità? Abbiamo la memoria così corta? 

Non riusciamo a trovare una ragionevole via di mezzo tra star chiusi a casa con i militari a pattugliare le strade e ad andar in discoteca o al bar come nulla fosse successo? 

Una via di mezzo tra chiedere di riaprire gli stadi e non prestare una matita a un bambino?

Come dicevo la terapia più efficace che abbiamo è il "buon senso"...però è una terapia che dobbiamo assumere tutti e con regolarità, altrimenti vincerà il virus, il virus Covid-19 o il virus della stupidità.

Dott. Lorenzo Cociani – Coordinatore USCA ASUGI

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