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Lunedì, 20 Maggio 2024
Ecco come agivano

Decapitata la banda dei Rolex: arrestati tre membri, è caccia agli altri due

Sono cinque i componenti di un vero e proprio sodalizio criminale incastrato dalla Squadra mobile della questura di Trieste. Tra dicembre 2021 e i primi mesi del 2023 hanno compiuto almeno sei rapine. Un modus operandi "consolidato", fatto di passamontagna, pistole e una attenta analisi dei luoghi in cui colpire, distanti dalle telecamere. Due sono ancora ricercati, due in carcere a Trieste

TRIESTE - La banda dei rolex in manette. Sono cinque i componenti del sodalizio criminale che dal dicembre del 2021 fino all'estate scorsa aveva terrorizzato la provincia di Trieste con una serie di violente rapine. Due gli italiani finiti in manette (A.L. classe 1986 e S.E. del 1985, rispettivamente residenti nel capoluogo giuliano e in Svizzera), un cittadino svizzero (E.B. classe 2003, residente a Udine) e due giovani di nazionalità albanese (L.K. classe 1990 e N.A. del 1984). Un italiano e lo svizzero sono stati arrestati e condotti in carcere a Trieste, mentre risultano latitanti i due cittadini albanesi. Il personale della Squadra mobile della questura giuliana si è recato oggi a Ponte Chiasso, al confine tra Italia e Svizzera, per prendere in consegna E.S. L'uomo era stato arrestato, grazie alla collaborazione dell'Interpol di Berna, nella cittadina di Oberkulm, ad una sessantina di chilometri ad ovest di Zurigo.  

"Sono felice per le vittime, glielo dovevamo"

Le menti delle azioni sono A.L. e L.K., mentre gli altri sono protagonisti ed esecutori. Nelle indagini svolte all'estero la Squadra mobile di Trieste si è avvalsa della collaborazione anche degli Uffici dell'Esperto per la Sicurezza in Albania e Svizzera. L'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere era stata emessa, su richiesta del titolare del fascicolo d'indagine, Lucia Baldovin e dal giudice per le indagini preliminari Manila Salvà, lo scorso 16 maggio. "E' un risultato che mi rende estremamente soddisfatto - ha commentato il questore di Trieste, Pietro Ostuni, raggiunto telefonicamente da chi scrive -, soprattutto nei confronti delle vittime, lo dovevamo a loro in maniera particolare. I ragazzi della Squadra mobile hanno fatto un lavoro eccellente". La questura convocherà una conferenza stampa a breve per fornire ulteriori dettagli sull'operazione. 

Passamontagna e pistole, ecco come agivano

Le indagini hanno avuto origine da una rapina commessa a Trieste nel dicembre 2021. Parte degli autori dei fatti, scrive la questura, erano "stabilmente" attivi e presenti nella provincia giuliana e avevano il compito "di individuare i possessori di Rolex". Nel primo episodio era rimasto vittima l'imprenditore triestino Fabio Baldè. L'uomo era stato rapinato, presso la sua villa in costiera, il 23 dicembre. Due uomini "travisati, con tanto di pistola a salve", gli avevano sottratto 2.500 euro e un Daytona del valore di 45 mila euro. Passano circa due mesi ed avviene la seconda rapina. Le modalità sono sempre le stesse. Volto coperto da passamontagna, minacce e violenza. 

La prima a dicembre 2021, poi altre sei rapine

E' il 4 marzo 2022 e questa volta la banda prende di mira una coppia. Si introducono nell'abitazione, vengono immobilizzati e colpiti ripetutamente. Anche qui viene sottratto un Rolex. Tra il 28 giugno e il 15 settembre del 2022, i ladri prendono di mira Simone Rossi, imprenditore nel settore della ristorazione e gestore dello storico caffè Walter di via San Nicolò. Nel primo caso Rossi riesce a difendersi, nel secondo invece gli viene teso un agguato, nei pressi della sua abitazione di Aurisina. Rossi viene colpito con un bastone, cade a terra e si sfila l'orologio del valore di 13.500 euro e lo consegna alla banda. L'ultimo caso eclatante riguarda invece Fabio Galgaro, imprenditore triestino che lo scorso 16 gennaio era stato aggredito e rapinato a pochi passi dalla sua villa di Rupinpiccolo, sempre sul Carso triestino. Solo per puro caso la rapina non si era trasformata in una vera e propria tragedia. 

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Un modus operandi "consolidato"

Il malvivente aveva infatti esploso un colpo di pistola, ferendo Galgaro al collo e rubandogli il Rolex. La sesta rapina messa a segno dalla banda dei Rolex avviene qualche settimana dopo a Sesana, in Slovenia. La vittima è un cittadino italiano il quale viene "raggiunto al suo rientro a casa da due uomini, con volto travisato, che lo colpiscono violentemente con una barra di ferro". Cade a terra e gli viene sottratto il Rolex. A febbraio è la volta della settima ed ultima rapina. E' Pavia il teatro del colpo messo a segno nei pressi di un parcheggio pubblico, ai danni di due coniugi. "Gli indagati - scrive la questura - erano  assiduamente impegnati nell’ideazione e perpetrazione dei delitti, per i quali veniva adottato un consolidato modus operandi che comprendeva, a seconda della situazione, l’assunzione di informazioni sulle potenziali vittime e l’attenta perlustrazione del territorio finalizzata ad eludere telecamere e testimoni". Non si conosce che fine abbiano fatto gli orologi. La ricettazione potrebbe essere una delle piste. 

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