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Agenda digitale, Panontin: «4 miliardi di euro per banda ultra larga»

Il coordinatore della Commissione e assessore alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Paolo Panontin sulla banda ultra larga

La Commissione speciale per l'Agenda digitale della conferenza delle Regioni e Province autonome, riunitasi oggi a Roma, ha fatto il punto sullo stato di attuazione della strategia italiana per lo sviluppo della banda ultra larga (Bul) evidenziando le richieste da presentare al ministero dello Sviluppo economico (Mise). Fra queste, l'aggiornamento delle tempistiche, l'inserimento di clausole di salvaguardia nelle convenzioni operative con il ministero e un coinvolgimento
informativo e di monitoraggio sullo stato di avanzamento dei lavori tecnico operativi e finanziari per permettere alle Regioni di avere un quadro completo della situazione a livello territoriale.

A darne conto, a conclusione dell'incontro, è stato il coordinatore della Commissione e assessore alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Paolo Panontin.

«L'Agenda digitale europea - ha ricordato Panontin - ha definito con precisione gli obiettivi per sviluppare l'economia e la cultura digitale in Europa nell'ambito della strategia Europa 2020. Nel quadro dell'Agenda digitale europea, l'Italia ha elaborato una propria strategia nazionale, individuando priorità e modalità di intervento. Le risorse disponibili, circa 4 miliardi di euro fra Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc), sono condizionate alla presentazione di un progetto unitario nazionale il cosiddetto Grande progetto banda ultra larga (Gp Bul). Dei tre bandi di gara previsti, ad oggi ne sono stati lanciati due. I bandi in corso vedono coinvolte 17 Regioni fra cui il Friuli Venezia Giulia».

I bandi sono stati lanciati dopo la pubblicazione del Piano degli investimenti per la Bul nelle aree bianche ovvero le cosiddette zone a fallimento di mercato.

La Commissione ha espresso la necessità di un aggiornamento delle tempistiche, fino ad ora condivise, e l'evidenza dei prossimi passi, nel timore che i tempi di avvio dei lavori, al termine delle procedure di gara, e i target di realizzazione e di spesa indicati nelle convenzioni non vengano rispettati.

Un'altra richiesta da riportare al Mise ha riguardato un coinvolgimento informativo e di monitoraggio sullo stato di avanzamento dei lavori, tecnico operativi e finanziari, per permettere alle Regioni di avere un quadro completo della situazione a livello territoriale.

Sugli obiettivi di performance di spesa, visti i ricorsi pendenti sul percorso delle procedure di gara presentati da Telecom, Fastweb ed Eolo, è stata proposta un'integrazione delle convenzioni che preveda una clausola di salvaguardia che tuteli i territori da eventuali perdite di risorse dei fondi strutturali per il completamento dei lavori panificati e la messa a disposizione di risorse nazionali pari alle somme eventualmente decurtate dalla Commissione alle Regioni.

Un altro punto all'ordine del giorno ha riguardato il rafforzamento della collaborazione con Assinter, l'associazione delle società per l'innovazione tecnologica nelle Regioni.

«La collaborazione - ha chiarito Panontin - potrà riguardare lo scambio e la condivisione di informazioni di utilità reciproca, ricerche di settore sui rapporti fra azioni nazionali, società Ict in house regionali, Regioni e Province autonome, la partecipazione a gruppi di lavoro per il supporto e l'attuazione delle policy di settore compresa la definizione delle esigenze degli utenti dei servizi da implementare e la verifica dei servizi attivati».

In quest'ottica è stata prevista nell'assemblea di Assinter Italia la presenza stabile di due rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome espresse dalla Commissione speciale per l'Agenda digitale per garantire un raccordo istituzionale alle azioni in corso.

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