Cronaca Isontino

Caso Barbana, la procura dissequestra l'area cantiere

Il pubblico ministero ha ritenuto che l'area di deposito dei sedimenti sia stata individuata correttamente sulla base di idonee analisi svolte dall'Arpa

La Procura di Gorizia, dopo avere esaminato gli atti relativi al sequestro disposto lunedì 3 luglio su una porzione del tratto lagunare del Canale di Barbana (Grado), ha disposto ieri il dissequestro dell'area di destinazione dei materiali di dragaggio oggetto dell'intervento manutentivo realizzato dall'Amministrazione regionale per garantire la navigazione in sicurezza in occasione della tradizionale processione al santuario di Barbana.

Il dissequestro è intervenuto perché il pubblico ministero ha ritenuto che l'area di deposito dei sedimenti sia stata individuata correttamente sulla base di idonee analisi svolte dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa) nel rispetto della normativa.

Restano ancora sotto sequestro le attrezzature, di proprietà della ditta incaricata di effettuare i dragaggi, in quanto gli inquirenti intendono verificare se il posizionamento delle tubature e la movimentazione della gru abbiano determinato un danno alla barena.
Gli ulteriori accertamenti saranno svolti nei prossimi giorni e per questo i lavori rimangono ancora sospesi.

A tal proposito durante la presentazione del francobollo dedicato a Grado e al Santuario di Barbana il sindaco Dario Raugna ha affermato: «Barbana senza il dragaggio dei canali diventerebbe irraggiungibile. Ha già delle difficoltà in questo momento per andare avanti è evidente che se non riusciamo a mantenere accessibili le vie d'acqua automaticamente decreteremo la fine di questo santuario che per l'isola di Grado rappresenta veramente qualcosa di importante».

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