Cronaca

“Basta discriminazioni, unioni civili in piazza Unità”, sabato scorso presidio davanti palazzo Gopcevich

Alla presenza di una cinquantina di manifestanti, Zotti ha parlato a lungo al megafono ripercorrendo dal principio tutta la storia fino agli ultimi eventi

Manifestazione sabato scorso da parte di Davide Zotti e Claudio Bertocchi fuori dal Palazzo Gopcevich, dove la coppia si sarebbe dovuta unire civilmente. La cerimonia è saltata in quanto era stata fatta la richiesta per unirsi civilmente presso la Sala Matrimoni in piazza Unità proposta però come noto respinta.

Alla presenza di una cinquantina di manifestanti, Zotti ha parlato a lungo al megafono ripercorrendo dal principio tutta la storia fino agli ultimi eventi, rimarcando la discriminazione messa in atto dall'attuale Amministrazione comunale nei confronti delle coppie gay

«Sabato  - riferisce Zotti - dovevamo sposarci: volevamo stare insieme a parenti e amici per festeggiare un momento unico nella vita di una coppia, un momento che aspettiamo da molto tempo.

«Avevamo chiesto - sottolinea -  la sala matrimoni, come tutte le altre coppie, ma il Sindaco e la Giunta ce l'hanno negata, affermando che loro si limitano ad applicare la legge. Il Sindaco ha pensato poi di mettere a disposizione la sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, quasi fosse un’alternativa. Certo, è un’alternativa ma all’uguaglianza e alla libertà. L’apartheid non può essere un’alternativa».

«Noi riteniamo - ancora il professore - che la Legge sulle unioni civili non obblighi il Sindaco a discriminare le persone per il loro orientamento sessuale e quindi non accettiamo di essere segregati in uno spazio separato per unirci civilmente, non vogliamo essere nascosti perché in piazza Unità i cittadini di Trieste, come affermato da un consigliere della maggioranza, non sarebbero pronti a vedere una coppia di persone omosessuali unirsi civilmente e festeggiare, abbracciandosi e baciandosi. Non accettiamo la prepotenza di un Sindaco che calpesta la nostra dignità, incapace di essere il Sindaco di tutti i cittadini».

«Per questo - conclude - sabato siamo stati davanti a questo palazzo, che non deve diventare un ghetto e perché Trieste non può essere la Little Rock delle coppie omosessuali. Sabato non ci hanno permesso di festeggiare ma vogliamo ricordare al Sindaco che Trieste non ha bisogno di luoghi dove segregare le persone ma luoghi dove includerle».

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