Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Scuola, un rappresentante del Volta lancia l'appello: "Ora basta, o in classe o a distanza"

Matteo Zambon: "Con oggi, la dad, ha solamente incrementato notevolmente l’abbandono scolastico, la depressione, la solitudine e tantissimi atti di autolesionismo"

In FVG iniziano a farsi sentire delle ipotesi sulla possibile chiusura delle scuole e il ritorno in dad (didattica a distanza) al 100%. Matteo Zambon, rappresentante dell’Its A. Volta, lancia un appello, che riportiamo.

Con la riapertura delle scuole superiori al 50%, decisa tra nel corso del mese di gennaio mediante l’intervento del Tar dopo una lunga e intensa lotta da parte dei genitori contro le decisioni del governatore Massimiliano Fedriga, ci è sembrato sin da subito chiaro che con tutti questi ricorsi non si pensava più di tanto a noi studenti, ma bensì al semplice ritorno in classe nonostante la pandemia. A mio parere questa decisione presa per insistenza non era una delle più corrette per tenere aperte in primis le scuole in sicurezza e fino a fine anno scolastico. 

Con questi giorni, in Italia, l’ipotesi sulla chiusura delle scuole è ben più alta del previsto, anche se verso dicembre ci era stato detto più e più volte che la scuola era decisamente “pronta a riaprire” in tutti i sensi. Tra le promesse fatteci e mai mantenute dall’ex Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso di questi mesi, ci sentiamo nuovamente presi in giro da persone che confermano ripetutamente di avere la scuola e i suoi studenti tra le loro priorità ma che poi risolvono le varie problematiche con soluzioni temporanee, come la dad, che ritengono molto efficaci o almeno così fanno capire.

Con il passare dei giorni, si è notato un notevole rialzo della curva epidemiologica e secondo molti, questo è dovuto soprattutto alla riapertura delle scuole stesse; una sciocchezza a nostro parere in quanto ricordiamo che le scuole sono uno dei luoghi più sicuri e ben gestiti per prevenire la diffusione del Covid-19. Ma adesso con la scusa delle varianti, soprattutto quella inglese che maggiormente colpisce i giovani, l’unica soluzione per evitare altri focolai a quanto pare è la chiusura delle scuole.

Dopo alcune consultazioni con alcuni studenti delle scuole triestine, si è capito che molti alunni non sono più in grado di recuperare il programma scolastico in sé fatto finora (per la maggior parte in dad) e le rispettive valutazioni, e di conseguenza tengono in considerazione l’ultima opzione: l’abbandono degli studi. 

A mio parere non esistono sostituzioni per l’apprendimento scolastico in presenza, ovvero in classe, dove se hai bisogno di qualcosa alzi volentieri la mano pur di cercarla di capire sbattendoci la testa sopra; ma purtroppo questo è solamente il passato. Con oggi, la dad, ha solamente incrementato notevolmente l’abbandono scolastico, la depressione, la solitudine e tantissimi atti di autolesionismo, come possiamo anche notare da alcune notizie riportate in queste settimane. E qua sicuramente non è la nostra salute a venir tutelata!  Siamo stati rinchiusi in casa per troppo tempo, abbiamo perso del tutto ogni tipo di rapporto interpersonale con i nostri compagni e docenti, il modo di colloquiare con essi e non solo; siamo decisamente stufi e stanchi.

Sicuramente, a non giocare a nostro favore, è l’ipotesi sorta e proposta dall’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi sull’apertura della scuola fino al 30 giugno perché è stato perso troppo tempo. Ma la vera domanda che sorge tra noi studenti e tra i nostri professori è: ma chi ha effettivamente perso tutto questo tempo? Chi ha voluto prendere decisioni, molto importanti legati alla didattica scolastica? Sicuramente non noi.

Non solo gli studenti reagiscono “male” a questa tipologia di didattica alternata (presenza e dad), bensì anche gli stessi professori cominciano a perdere il contatto con i propri studenti e con la realtà delle cose. Alcuni di questi, vista la situazione drammatica legata alle valutazioni, optano per assegnare verifiche e interrogazioni praticamente ogni giorno sia in dad che in presenza quando possibile perché molto probabilmente non si fidano molto di noi, ma questo anche ci può stare. Una cosa però che non dovrebbe nemmeno venir considerata è la svalutazione delle verifiche; secondo alcuni professori, le verifiche fatte a distanza non sono assolutamente paragonabili a quelle fatte in classe e per questo scelgono di assegnare una valutazione ben più che inferiore a quella che realmente dovrebbe essere penalizzando così anche chi effettivamente si è impegnato e ha studiato per ottenere una valutazione superiore alla sufficienza. 

Attualmente nelle scuole mancano persino gli orientamenti post-diploma per tutti quegli studenti che si ritrovano a frequentare la quinta superiore e che dovranno organizzare a breve il proprio futuro, prendendo importanti scelte e sperando nella più valida di tutte nonostante le proprie conoscenze. Quest’anno, ricordiamo che a questi, spetterà inoltre l’Esame di Maturità che a quanto pare dovrebbe essere come l’anno scorso ovvero con un maxi orale e senza prove scritte; purtroppo la cosa è ancora da definirsi e gli studenti si ritrovano a non sapere con certezza cosa gli aspetterà nel mese di giugno.

Noi studenti stiamo perdendo la pazienza e, purtroppo, anche la voglia di fare e di migliorare su alcuni aspetti; come già riportato in precedenza, ci sentiamo presi in giro! Qua sono in gioco il nostro futuro e la formazione della nuova società; possiamo capire che prendere decisioni nonostante questo brutto periodo non sia facile, ma non possiamo certamente continuare di questo passo.

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