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Beppino Englaro a Trieste: «Diritti civili, opinione pubblica molto più avanti della classe politica» (FOTO)

Una cinquantina di persone hanno preso parte martedì pomeriggio al Museo Civico Sartorio all’incontro incentrato su "Testamento biologico: il punto della situazione” alla presenza, tra i relatori, di Beppino Englaro, papà di Eluana

Una cinquantina di persone hanno preso parte oggi pomeriggio al Museo Civico Sartorio all’incontro incentrato su "Testamento biologico: il punto della situazione” alla presenza, tra i relatori, di Beppino Englaro, papà di Eluana. L’evento è stato introdotto, e successivamente moderato, da Pierluigi Sabatti. La parola è passata poi al prof. Paolo Cendon che ha parlato di “Orizzonti della fragilità”, seguito da Beppino Englaro su “La storia di Eluana”. Il prof. Angelo Venchiarutti ha relazionato su “Aspetti di diritto comparato“, la dott.ssa Patrizia Sfreddo ha invece parlato de “Il rispetto come terapia”. Infine la  prof.ssa Daniela Infantino ha relazionato su “La bocciatura della legge regionale sulle DAT: i diritti civili camminano con le gambe dei servizi“.

Beppino Englaro ha riferito a Triesteprima che «per quanto concerne l’evoluzione in Italia dei diritti civili, in questi anni è stata ben evidente una forte presa di coscienza nell’opinione pubblica. Quando ho iniziato la mia battaglia ho trovato il deserto, ora la gente la gente ha più consapevolezza, sa che esistono questi temi, per cui un deciso passo avanti c’è stato. Il problema sono le istituzioni che non affrontano tali tematiche a dovere con legislazioni adeguate. A questo proposito, non mi è stato mai proposto, e non accetterei, una candidatura politica».

«La questione di Eluana – continua Englaro – è stata rilevante anche per l’opinione pubblica, e i sondaggi sul tema parlano chiaro. Prima nessuno ben sapeva cosa fosse tale materia, tale vicenda ha permesso di smuovere le acque, facendo ragionare gli italiani e capire che esiste il tema del fine vita e del testamento biologico».

«Il film “La Bella Addormentata” – conclude - (che parla proprio di fine vita e testamento biologico prendendo spunto dalla vicenda di Eluana ndr.) è una creazione artistica di Marco Bellocchio, come vede lui la questione, e l’ha intrecciato attorno alla vicenda di Eluana, ma i personaggi sono completamente suoi, è una sua personale creazione artistica, per conto mio peraltro di grande livello. Il film può portare maggiore coscienza sull’argomento, la gente così può essere più informata ed avere ulteriori strumenti per poter fare le proprie valutazione e farsi idee a proposito».

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