Cronaca

I puzzle digitali della Biblioteca Hortis: come studiare la storia di Trieste divertendosi

L'iniziativa partita lo scorso marzo ed ideata da Cristina Fenu domenica scorsa è arrivata a 50 puzzle proposti. "Un successo al di sopra delle aspettative, le persone che partecipano sono veramente tante". Nell'articolo tutte le informazioni utili

Imparare divertendosi. Ogni domenica dal primo lockdown ad oggi, sulla pagina Facebook della Biblioteca Hortis di Trieste si ripete un vero e proprio contest ludico al quale partecipano numerosi utenti chiamati a ripercorrere pagine di storia locale attraverso dei puzzle. L’iniziativa, ideata da Cristina Fenu, bibliotecaria e amministratore della fanpage, domenica scorsa ha raggiunto il traguardo dei 50 puzzle. "Le persone che ci seguono sono veramente tante e sono tutte accomunate dal grande amore per la storia di questa città". 

Le regole: le risposte e il fattore tempo

Le regole del gioco sono ovviamente molto semplici. Prima di svelare il fascino del passato triestino, gli utenti vengono sottoposti a dei quiz come il “Cosa manca nell'immagine?” oppure “di cosa stiamo parlando?”, domande alle quali i partecipanti, per ottenere un buon piazzamento finale, devono fornire una precisa risposta. Contemporaneamente, ad essere decisivo per la classifica è il fattore tempo: il puzzle, infatti, deve essere concluso nel minor minutaggio possibile. "Alla fine del gioco non si vince niente, se non una menzione sulla pagina ed una particolare soddisfazione personale". 

Gioca anche tu: il link per imparare divertendosi

"Nato durante il lockdown, oggi i puzzle proposti sono 50"

“Il tutto è nato durante il lockdown iniziato a marzo – racconta Cristina -. L’ho visto fare da altri colleghi che gestiscono la pagina Facebook della Collezione Salce di Treviso. In quel periodo ci sembrava giusto dare vicinanza alle tante persone che ci seguono. Nell’era del Covid, infatti, in tanti ci contattano per chiedere informazioni utili quali, ad esempio, le modalità d’accesso alla biblioteca e le possibilità di prestito. Così abbiamo pensato di fornire agli utenti dei contenuti interessanti e allo stesso tempo leggeri”.

Un po' di dati: il successo dei puzzle

I numeri dell’iniziativa raccontano di un successo al di sopra delle aspettative. “Con quello di domenica scorsa i puzzle proposti sono 50 – continua Cristina - con un picco di ben 254 giocatori effettivi, registrato lo scorso luglio”. Dati che evidenziano l’amore dei triestini per le collezioni cartografiche e, più in generale, per la memoria storica. “Tra i più attivi ci sono sicuramente i membri del gruppo Facebook Trieste di ieri e di oggi, ma probabilmente ce ne sono molti di più di quelli che pensiamo, visto che sono numerosi quelli che partecipano senza esporsi”. 

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L'aiuto delle collezioni digitali della biblioteca

L’iniziativa della Biblioteca Attilio Hortis ha dalla sua un eccellente alleato. Si tratta del catalogo delle mappe che sono state digitalizzate, oppure di fotocomposizioni e, ancora, cataloghi presenti nelle collezioni di altri paesi europei che raccontano della Trieste del passato. “Ne ho trovate di molto belle in Repubblica Ceca – così Cristina –, come quella della grotta di Lokev (Corgnale in italiano ndr), tra le più gradite dal pubblico e facilmente scaricabili dal web”. L’operazione puzzle nasconde altresì una riflessione scaturita da alcuni studi a livello mondiale sull’utilità del gioco, sia esso analogico o digitale.

Con un puzzle sistemi tutto perfettamente

“La scorsa primavera c’è stato un vero e proprio boom – sottolinea la bibliotecaria -anche per il fatto che il puzzle rappresenta la metafora dell’impegno a sistemare qualcosa perfettamente”. Una necessità che durante l’altalena delle zone colorate, delle normative che innescavano caotiche reazioni e dubbi quotidiani, si è palesata alla stregua di una vera e propria terapia. Assieme alla poesia o alla storia della nostra città, ci aiuta a comprenderne il passato e a rallentare il ritmo frenetico della nostra esistenza. Un’iniziativa che potrebbe portare, a normalità ritrovata, all’organizzazione di un campionato locale di puzzle. “Sarebbe una cosa fantastica – conclude Cristina -, in effetti non ci avevo pensato ma se fosse possibile allora le persone potrebbero divertirsi, ottenendo anche la possibilità di incontrarsi”. Che di questi tempi sarebbe una vera e propria liberazione.

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