Cronaca

Un anno di bike sharing: il Comune al lavoro per renderlo trasporto pubblico

Il 3 febbraio di un anno fa veniva inaugurato il servizio che, nonostante lo stop per il CoViD, ha visto più di 87 mila prelievi e quasi diecimila abbonamenti. L'assessore Luisa Polli: "I 400 mila euro erogati dal Ministero potenzieranno il servizio"

Quasi diecimila abbonamenti, poco meno di 90mila prelievi e un nuovo finanziamento ministeriale da 400 mila euro per potenziarne il servizio. Nonostante l'emergenza CoViD abbia limitato gli spostamenti, i numeri del servizio di bike sharing inaugurato nel febbraio del 2020 spingono il Comune di Trieste ad ipotizzare un radicale cambiamento nel ruolo e nella gestione della struttura. Il sempre più necessario allineamento delle pubbliche amministrazioni alle politiche di sensibilizzazione in materia ambientale e di operazioni capaci di favorire mobilità sostenibili, fa sì che servizi affidati a privati possano invertire la rotta ed immaginare un intervento pubblico non più rinviabile. 

Esteso il servizio con BiTS fino a fine marzo

Al momento l'assessore all'Urbanistica Luisa Polli conferma il fatto che in piazza Unità si sta lavorando "per inquadrare tale servizio come trasporto pubblico locale e a tal fine si stanno elaborando gli elementi tecnici per definire eventuali gestioni del servizio a soggetti esterni". Le indiscrezioni che trapelano da palazzo Cheba raccontano infatti di una parziale insoddisfazione dei tecnici in merito alla gestione degli inconvenienti (biciclette danneggiate, sostituzioni e rapidità negli interventi ndr). Tuttavia, l'amministrazione comunale ha deciso, in ragione del particolare momento causato dal protrarsi della pandemia, di estendere al 24 marzo 2021 il termine della sperimentazione - in origine previsto per la fine del 2020 - del bike sharing affidato a BiTS. 

Il boom nel primo periodo, il lockdwon e la ripresa

Le dieci stazioni inaugurate esattamente un anno fa, alle quali successivamente si erano aggiunte altre due in Porto Vecchio, avevano visto un vero e proprio boom nel primo periodo. Con l'inizio dell'emergenza sanitaria, il servizio era stato messo a dura prova in virtù della sua sospensione tra il primo aprile e il 21 maggio 2020. Con la fine del lockdown, il bike sharing aveva ripreso vigore. Dalla data di inaugurazione all'11 gennaio di quest'anno, sono stati stipulati 9692 abbonamenti, con i prelievi che hanno toccato quota 87 mila. 

Abbonamenti e prezzi

Tra le stazioni più utilizzate ci sono piazza Libertà-Stazione, (la più gettonata in assoluto ndr), seguita da quella di via del Teatro Romano, il punto di prelievo nei pressi del Teatro Stabile Domenico Rossetti e quella "periferica" di via Cumano-Musei. "Tutti i cittadini in possesso di un abbonamento ancora in corso di validità - ha spiegato la Polli - vedranno prorogata gratuitamente la data di scadenza". Chi ancora non si fosse iscritto, avrà la possibilità di acquistare un abbonamento semestrale al costo simbolico di tre euro (servizio disponibile sul’APP BicinCittà, sia per IOS che per Android) oppure sul sito www.bicincitta.com.  "BiTS è divenuto ormai un servizio centrale nelle politiche di mobilità sostenibile del capoluogo - così l'assessore -. Oltre al recente ampliamento di due nuove stazioni al Portovecchio, la città di Trieste si è aggiudicata un nuovo finanziamento da 400 mila euro erogato dal Ministero dell’Ambiente e denominato PriMUS, grazie al quale il bike sharing verrà potenziato con nuove stazioni nel prossimo futuro". 

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