Cronaca

Rapporto Ater su Trieste: l'inquilino medio vive da solo, è anziano e italiano

Sono questi alcuni dati presentati questa mattina durante la conferenza stampa relativa al Bilancio sociale per il 2018 triestino. Novacco: "Cercheremo di dare risposte concrete alle persone"

Gli inquilini Ater nel territorio di Trieste sono poco meno di 20mila, vivono da soli, sono italiani e hanno compiuto 65 anni. Sono queste alcune delle principali informazioni diffuse dall'azienda con sede in piazza Foraggi questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione del bilancio sociale relativo al 2018. Al centro dell'incontro gli interventi di demolizione e ricostruzione di due edifici di via Boito, la sostituzione dei serramenti nel comprensorio delle case dei Puffi e il piano per la riqualificazione urbana della zona Ater di Melara. 

"Preso atto della situazione"

Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente dell'Ater Riccardo Novacco, il presidente del Consiglio comunale di Trieste, Francesco Panteca e l’assessore comunale ai Servizi Sociali Carlo Grilli, oltre ai membri del nuovo CdA dell'azienda. "Dal mio insediamento ho preso atto di quella che è la situazione - ha affermato Novacco - e stiamo lavorando per trovare i fondi affinché si possano mettere in sicurezza gli alloggi, cercando di migliorare da qui in avanti". 

I primi dati

Novacco ha indicato come "negli ultimi 20 anni solamente il 20 per cento degli alloggi è stato rinnovato", confermando le criticità legate all'edilizia popolare sul suolo triestino, il quale "pesa" sul bilancio regionale dell'azienda per una percentuale molto alta. "Bisogna pensare che il 40 per cento dei triestini che vive in affitto lo fa all'interno di nostri alloggi", così il neopresidente che ha aggiunto il fatto che "a causa dell'accoglimento di 431 richieste di riduzione del canone, e quindi degli sconti fatti, abbiamo perso 200 mila euro". 

"Lotta dura contro l'abusivismo"

Il presidente sembra aver intrapreso una linea ben precisa nella gestione dell'edilizia popolare. Lo scorso 7 novembre Novacco aveva promesso battaglia contro l'abusivismo, in relazione alle pressanti richieste dell'opinione pubblica, subito dopo la nota e drammatica esplosione di via Boito. Nel caso di quelle che sono state definite dai vertici Ater "risposte concrete in tempo reale", l'azienda ha fatto sapere che "il costo dell'intervento è di poco superiore ai tre milioni e mezzo" viste le "carenze strutturali ed impiantistiche gravi", "la presenza di amianto" e ulteriori criticità specchio della situazione attuale. 

Solitudine e vecchiaia

Per quanto riguarda la fotografia "umana" dell'inquilino Ater, stando al rapporto 2018 presentato oggi, esso rappresenta l'8,3 per cento della popolazione provinciale, nel 58 per cento dei casi è donna e solamente per il 7 per cento è cittadino extracomunitario (di cui il 66 per cento proviene da territori dell'ex Jugoslavia). Ciò che emerge con forza dal report è l'indice di solitudine e di vecchiaia. Il 50 per cento dei titolari di contratti Ater ha compiuto, come già menzionato all'inizio, 65 anni e, soprattutto, nel 48 per cento vive da solo. A questo dato vanno sommati il 32 per cento che condivide l'alloggio con un'altra persona e "solo" il restante 20 per cento vive con i componenti del nucleo famigliare. 

Il recupero di via Boito e dei comprensori a Gretta

Il progetto di recupero di via Boito dovrebbe partire attraverso un bando nazionale nel 2021. A breve, sempre secondo l'Ater, dovrebbero ripartire i cantieri di via Gemona e via Gradisca, la zona dove un tempo si ergevano le case teatro dell'omicidio Novacco. Sempre nel rione di Gretta, lo scorso agosto era stato ucciso il 50enne Andrea Vazzano, in un appartamento Ater di via Santi. L'accusa di omicidio era ricaduta sul coinquilino di Vazzano, il 90enne Luciano Tarlao, ora in carcere al Coroneo di Trieste e in base ad una lite per la rata del presunto subaffitto. 

Canone mensile e ricaduta sul territorio

Tornando al report di Ater, il canone medio mensille per il 2018 è stato di "137 euro" mentre per quanto riguarda le assegnazioni del 2018, esse erano basate sulle graduatorie dei bandi fino al 2010, chiuse subito dopo la pubblicazione del "nuovo" bando del 2017. L'Ater, come affermato da Novacco, "ha anche una forte ricaduta economica sul territorio, pari per l'area di Trieste a poco meno di 15 milioni di euro, frutto dei rapporti con 283 fornitori diversi". 

L'impegno verso l'ambiente

Ulteriormente, l'Ater ha voluto sottolineare "l'impegno nei confronti dell'ambiente" attraverso la sua partecipazione al Programma Interreg VA Italia Slovenia con il Progetto Energy Care. Il progeftto prevede due filoni di attività. La prima prevede l'intervento di "riqualificazione energetica di via san Giovanni in Bosco, per un importo totale di poco meno di 420 mila euro" per l'installazione di 32 impianti fotovoltaici, di "corpi illuminati a LED" e una postazione di "ricarica di biciclette elettriche acquistate con i fondi di progetto e messe a disposizione dei residenti". 

Nel secondo e ultimo caso, l'Ater è capofila per un intervento che dovrebbe lavorare sulla riduzione dell'anidride carbonica e della povertà energetica anche verso due comprensori scolastici di Capodistria e l'area del centro di San Donà di Piave.

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