Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Bimba 13enne trattenuta dal padre in Tunisia: scatta la denuncia per "sottrazione di minore"

La madre: "Ha detto che nostra figlia rimarrà in Tunisia fino a quando avrà compiuto 18 anni". L'avvocato difensore: "Un fenomeno in aumento in Italia, un caso complicato perché la Tunisia non ha firmato la Convenzione dell'Aia del 1980"

Doveva essere una vacanza come le altre per andare, come ogni anno, a trovare il padre in Tunisia. Poi la telefonata choc: “Rimarrà qui fino ai suoi 18 anni, poi deciderà lei”. Una storia che riguarda una madre triestina, un padre tunisino e la loro figlia di 13 anni e che ha dato origine a uno dei tanti ma non sufficientemente noti casi di sottrazione di minore all'estero.

La storia

Dalla separazione dei genitori, ossia dal 2013, la ragazzina va ogni anno a trovare il padre nella città di Sfax ma questo viaggio, che doveva concludersi mercoledì, potrebbe durare fino al raggiungimento della sua maggiore età. Come dichiarato dalla donna, l'inaspettata telefonata del marito parlava chiaro: “Mi ha detto di non azzardarmi a venire in Tunisia, che una volta lì mi avrebbero picchiata e non sarei mai riuscita a far espatriare la bambina. Ha anche minacciato di chiamare gli assistenti sociali in Italia, mi ha dato della pazza”. La minore, parlando al telefono con la madre, si sarebbe dichiarata d'accordo con la volontà del padre, ma dopo la separazione dei genitori è stata legalmente affidata alla madre, che per questo motivo ha sporto presso la Questura la denuncia per “sottrazione di minore”.

Nessuna garanzia di rimpatrio

La donna è seguita ora dall'avvocato Giovanna Augusta De'Manzano del foro di Trieste, che ammette la complessità della situazione in quanto la Tunisia non ha firmato la convenzione de L'Aia del 1980, la quale prevede una procedura accelerata (sei settimane, anche se i tempi sono spesso più lunghi) per il rientro in patria dei minori sottratti all'estero. In base a questa convenzione, se sussiste un provvedimento in Italia, viene riconosciuto dallo stato in cui il minore viene trattenuto, e quest'ultimo può essere rimpatriato in tempi ragionevoli. La convenzione, però, non è stata firmata dalla Tunisia, quindi, di fatto, non c'è alcuna garanzia che la bimba possa tornare in Italia.

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La speranza

L'avvocato De'Manzan, che ora è in contatto con la Farnesina e il console italiano a Tunisi spera che "tramite Consolato e con l'aiuto di un avvocato in loco si possa riportare la minore in Italia al più presto. Se il padre non acconsente al reimpatrio, saranno i giudici tunisini a decidere. La minore non parla né arabo né francese e non potrà frequentare a breve le scuole locali mentre deve frequentare la scuola dell'obbligo a settembre in Italia. Purtroppo i casi di sottrazione di minori da parte del genitore straniero sono più frequenti di quanto si possa  pensare".

Aumentano le sottrazioni di minori all'estero

Secondo una ricerca diffusa dal Sole 24 ore su dati del Ministero della Giustizia, in quattro anni (dal 2014 al 2017) quasi mille minorenni sono stati contesi tra Italia ed estero, con dinamiche molto simili a quelle riscontrabili in questo specifico caso a Trieste. La stessa ricerca rileva che nel 2006 si erano registrati solo 151 minori contesi e nel 2017 il numero è salito a 241. Un fenomeno, quindi, che aumenta con l'incremento dei matrimoni misti e che nell'ultimo decennio, come dimostrano i dati del Ministero, si è sviluppato in maniera esponenziale.

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