Bimbo conteso dai genitori escluso dalla scuola per una “trappola” burocratica

Il Tribunale dei minori sospende la responsabilità genitoriale ai genitori e ora nessuno può firmare i documenti necessari per permettere al bimbo di frequentare le lezioni. Il tutore verrà nominato appena in novembre. Oggi l'udienza

Il primo giorno di scuola salta per colpa della burocrazia e di una situazione familiare complessa, e il bimbo rischia di perdere l’anno o di iniziarlo molto tardi. È accaduto a un bambino di sei anni conteso tra genitori in una lunga battaglia legale. Secondo il collegio del Tribunale dei minori il rapporto tra i due ex coniugi è così problematico e burrascoso da compromettere la serena crescita del figlio, motivo per cui il Tribunale dei minori ha sospeso loro la responsabilità genitoriale. In questo modo, tuttavia, il bimbo non può andare a scuola perché i genitori non possono firmare la dovuta autorizzazione, che spetterebbe a un tutore. Questa figura, tuttavia, potrebbe venir nominata dal giudice tutelare addirittura tra qualche mese. Fino a quel momento al bambino non sarebbe permesso frequentare le lezioni con tutti i suoi coetanei. 

Esiste comunque la speranza che la faccenda si sblocchi in fretta: oggi, 17 settembre, è stata fissata un'udienza in cui si stabilirà se il bambino potrà frequentare la scuola o meno. Inizialmente l'avvocato della madre, Giovanna Augusta de'Manzano, aveva presentato al Tribunale dei minori un'istanza urgente che è stata respinta, poi ha fatto ricorso in appello impugnando la decisione di non accogliere la richiesta della madre a firmare l'autorizzazione non solo per la frequenza a scuola ma anche per una vaccinazione, l'iscrizione a un corso di inglese e all'attività sportiva. La scuola è iniziata ufficialmente ieri, 16 settembre, e il bambino non è andato a scuola, la speranza è che possa entrare in classe venerdì dopo l'udienza.

La coppia era già balzata agli onori della cronaca di Trieste per alcuni episodi di maltrattamento da parte del padre nei confronti della madre, sia con violenze fisiche sia psicologiche. Infatti nell'agosto del 2019 l'uomo aveva cambiato il pediatra al bambino all'insaputa della madre, probabilmente per esercitare una forma di controllo nei confronti sulla famiglia. In quell'occasione il padre era stato indagato e poi imputato di falsità ideologica in atto pubblico ,procedimento ancora in corso.

Cosi dichiara l'avvocato de'Manzano: "Confido nel fatto che la Corte d' Appello risolverà in brevissimo tempo la questione. Ritengo grave il fatto che il minore abbia già perso i primi giorni di scuola, con tutte le emozioni proprie e irripetibili di questi momenti".

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