Cronaca Corso Camillo Benso Conte di Cavour

"Bio" e "High-tech": un progetto da 6,5 milioni per il primo "Urban center" di Trieste

Con fondi europei e "Fondo Trieste" verrà ristrutturato il palazzo a civico 2/2 di coeso Cavour (facente parte del Porto Vecchio). Bucci: «Un progetto col quale il Comune di Trieste ha deciso invece di puntare in alto e “giocare” fuori dagli schemi»

«Un progetto coraggioso (che in parte ereditiamo) e il primo di questa natura e di tale portata e livello innovativo rispetto ad altre, pur rispettabili, iniziative varie assunte in territorio regionale attingendo ai fondi europei Por Fesr (il Programma pperativo regionale finanziato dall'Unione Europea con il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, tramite la Regione Friuli Venezia Giulia, n.d.r.). Un progetto col quale il Comune di Trieste ha deciso invece di puntare in alto e “giocare” fuori dagli schemi più consueti, impiegando i fondi non su obiettivi limitati quando non addirittura campanilistici, ma su un intervento di sviluppo capace di creare nuova imprenditorialità, nuova occupazione, posti di lavoro qualificati». Così l'assessore comunale ai Progetti Europei e Sviluppo Economico Maurizio Bucci ha illustrato insieme ai dirigenti comunali un ampio percorso progettuale che si articolerà in una serie di interventi, distribuiti in più anni di attività (ma comunque da completare in tutti gli aspetti al massimo entro il 2023), aventi come fine la costituzione di un nuovo “Urban Center”, ovvero di una sede adeguatamente strutturata per ospitare e così favorire la nascita e/o lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali che intendano operare nei settori “bio” e/o “high tech”.

L'edificio individuato è quello di corso Cavour 2/2 (a lato di Mirella), recentemente passato dall’Autorità portuale alla proprietà del Comune di Trieste a seguito della nota sdemanializzazione e trasferimento al patrimonio municipale della gran parte delle aree rientranti nel comprensorio del Porto Vecchio: «Oltre a puntare dunque su un obiettivo specifico l'avvio di questa “operazione” - ha sottolineato Bucci – costituirà inoltre un'ottima occasione per procedere in uno dei primi concreti “recuperi” nell'ambito del grande patrimonio edilizio e architettonico già di pertinenza del Porto Vecchio».

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Affiancato dai direttori di due aree comunali, Enrico Conte della “Finanza di progetto, partenariati e Lavori Pubblici” e Lorenzo Bandelli dello “Sviluppo Economico e Innovazione”, l'assessore ha quindi messo in evidenza l'assoluta rilevanza degli importi disponibili, pari a ben 5 milioni e 200 mila euro complessivi (di cui 4.480.000 mila dai fondi Por Fesr più 720 mila circa da fondi Par regionali attivabili in associazione e conseguenza dei primi), che, nel loro insieme, potranno venir impiegati per la creazione e l'allestimento dell'Urban center di corso Cavour (dove saranno ricavate le postazioni per le imprese, spazi per incontri, installate reti informatiche ad alta prestazione e strumentazioni per la digitalizzazione avanzata degli spazi di lavoro) ma anche per contribuire direttamente alla partenza e al consolidamento di nuove imprese o allo sviluppo di “spin-off” derivanti dalle istituzioni scientifiche e di ricerca già operanti sul territorio.

Inoltre, un ulteriore finanziamento di 1 milione e 300 mila euro - al di là quindi dei suddetti fondi europei, e derivante invece da una vecchia posta del "Fondo Trieste" per lo sviluppo di incubatori di impresa - verrà “girato” dal Bic, che vi ha rinunciato di recente in favore del Comune di Trieste con l'assenso della Prefettura, e verrà impiegato per gli indispensabili lavori di recupero edilizio, restauro, messa a norma e  ammodernamento dell’edificio di corso Cavour, per i quali sarà avviata a breve la relativa gara per l'affidamento, e che rappresentano evidentemente la propedeutica e necessaria tappa per il prosieguo di tutta l'operazione.

 «Potremo avviare – ha detto Conte – un'esperienza molto interessante, che risulterà tanto più significativa in quanto abbiamo scelto di puntare non su finanziamenti “a pioggia” ma sulla preparazione di un terreno fertile per la crescita di nuove imprese e quindi di nuova ricchezza a beneficio di tutta la città. Già entro la fine del 2018 dovranno essere realizzate le ristrutturazioni edili e collocate le prime nuove infrastrutture tecnologiche, almeno per una parte del palazzo».

Lorenzo Bandelli ha evidenziato come l'Urban cente sarà «quasi una sorta di “asilo nido per le imprese” essendovi prevista, oltre alla messa a disposizione di spazi e servizi, anche la possibilità di insediamento temporaneo, fino ai primi 12-18 mesi di attività (dove tenervi anche l'amministrazione, la rappresentanza societaria, ricevere il “tutoraggio” ecc). Tempi e modalità simili a quelle applicate, nel primo periodo della vita, per i piccoli che devono crescere. Sarà questa un'iniziativa molto significativa nel quadro di una città che complessivamente si sta sempre più caratterizzando e distinguendo nel settore dell'innovazione».

Un incontro che sarà di presentazione, consultazione e condivisione del programma di attività per lo sviluppo dell’Urban Center e per l'assegnazione di contributi a favore delle suddette iniziative imprenditoriali nel settore bio e high tech.  Rivolto a imprese del settore in ambito regionale (e in tal senso ben 110 inviti sono stati già inviati dal Comune), associazioni di categoria, altre realtà economiche e istituzioni, ma comunque aperto a tutti i soggetti che si possano ritenere interessati a tali azioni progettuali e ai loro futuri sviluppi, l’incontro si terrà lunedì 5 giugno, con inizio alle ore 14, alla Sala conferenze del MIB, al palazzo del Ferdinandeo (largo Caduti di Nassiriya 1).

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